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Ariccia, l’Oratorio Don Bosco apre al teatro con “Bucefalo il Pugilatore”

ARICCIA (attualità) - Il monologo racconta le vicende dell'eccidio delle Fosse Ardeatine

ilmamilio.it

È andato in scena il 24 e il 25 marzo lo spettacolo “Bucefalo il Pugilatore”, un monologo che racconta, attraverso le vicende del protagonista, l’eccidio delle Fosse Ardeatine.

È andato in scena presso l’Oratorio Don Bosco di Ariccia, il 24 e il 25 marzo, con repliche dedicate esclusivamente alle scolaresche, lo spettacolo teatrale Bucefalo il Pugilatore, scritto diretto ed interpretato dal maestro Alessio De Caprio, in collaborazione con il Maestro Fabio Raspa, autore ed esecutore dei brani originali contenuti nel testo. Le date scelte non sono causali, ricorrono infatti proprio nell’anniversario della strage delle Fosse Ardeatine. Una pagina nera della storia nazionale, raccontante in un appassionante monologo in cui il protagonista, Lazzaro Anticoli, rimase vittima insieme ad altri 344 martiri. Lazzaro, soprannominato “Bucefalo” come il cavallo di Alessandro Magno, era un ragazzo di 27 anni, tradito dalla cosiddetta “Pantera Nera”, che venne condannato ingiustamente per l’eccidio dei 32 militari del Terzo Battaglione del Polizeiregiment Bozen.

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Uno spettacolo voluto senza barriere per permettere al pubblico di vivere un’esperienza emozionale unica di diretta comunicazione con lo scopo di mantenere viva la memoria su un passato drammatico e tragico. La scelta di metterlo in scena in un oratorio è stata pensata e voluta proprio per rivolgersi alle giovani generazioni che non hanno vissuto certi orrori in prima persona e che gradualmente perdono anche le voci dei testimoni degli anni del conflitto mondiale. Il lavoro è il frutto di ricerche effettuate presso gli archivi del Centro di Cultura Ebraica di Roma, la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, il carcere di Regina Coeli e di interviste rivolte ad ex deportati, ai parenti del pugile ma anche a gente comune che semplicemente ha vissuto quei tragici anni. Lo spettacolo è recitato per buona parte in giudaico romanesco, elemento linguistico imprescindibile dalla Roma ebraica dell’epoca.

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