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Rocca di Papa: Santoro doveva dimettersi già 13 mesi fa. Gli atti da lui votati sono validi?

ROCCA DI PAPA (politica) - Non solo l'articolo 63 ma anche il 68 del TUEL dettano le regole dell'incompatibilità

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Sulla vicenda dell’incompatibilità del consigliere comunale di Rocca di Papa, Mario Santoro, tutto tace dopo il consiglio comunale che ha aperto la strada della surroga a causa di un contenzioso - più che legittimo, il punto non è mai stato questo - avviato dallo stesso Santoro contro il Comune per una cifra vicina ai 7 milioni di euro.

In verità la vicenda meriterebbe un approfondimento più marcato, visto che oltre all’art. 63 comma 1 n. 4 del TUEL (il Testo unico degli enti locali, quello che stabilisce che non può ricoprire il ruolo di consigliere comunale chi ha cause pendenti con il Comune) c’è anche l’articolo 68 comma 4 che così recita: “La cessazione dalle funzioni deve avere luogo entro dieci giorni dalla data in cui è venuta a concretizzarsi la causa di ineleggibilità o di incompatibilità”.

Tradotto significa che Santoro avrebbe dovuto decadere già un anno fa, il 3 febbraio 2018, visto che - a quanto risulta - il 24 gennaio 2018 Mario Santoro aveva notificato al sindaco la chiamata in causa del Comune. Dunque, in quel momento emergeva l’incompatibilità del consigliere comunale. Incompatibilità che sarebbe stata protetta e tenuta nascosta da chi ne era in quel momento a conoscenza: ovvero, il sindaco, il segretario comunale e l’Ufficio per gli Affari legali e Istituzionali. O no? Perché nessuno ha informato il Consiglio Comunale? Perché Santoro è rimasto al suo posto per così lungo tempo? Perché il Sindaco non ha invitato Santoro a dimettersi o a ritirare il contenzioso di 7 milioni?

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Questo pone anche altri interrogativi: gli atti votati da Mario Santoro in Consiglio Comunale dal 4 febbraio 2018 a oggi sono validi? Visto che l’Amministrazione Comunale per oltre un anno in Consiglio ha potuto contare su un solo voto in più, viene il sospetto che le delibere di Consiglio approvate con un solo voto di scarto possano andare nulle se tra i Consiglieri votanti ci sia stato anche Santoro. Perché nessuno ha ancora posto questo problema scrivendo al Prefetto e al Ministero degli Interni?

“A Rocca di Papa - sostiene il consigliere Lorenzo Romei - abbiamo assistito a un’interferenza volontaria delle regole democratiche, consentendo a un consigliere comunale di restare al suo posto malgrado il 24 gennaio 2018 si sia palesato un chiaro caso di incompatibilità istituzionale. Anche perché su questo argomento il Sindaco Crestini continua a non proferire parola eppure i motivi di chiarire la vicenda ci sono tutti”.

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Dopo l’astensione espressa dai consiglieri di maggioranza nel Consiglio del 12 marzo, le responsabilità sono diventate ancora più gravi. Questo anche considerando che il sindaco, appena scoppiato il caso per mano di Lorenzo Romei (il 26 febbraio 2019), aveva detto di essere al corrente della causa intentata da Santoro ma che alcuni legali interpellati gli avrebbero assicurato che non c'era alcuna situazione di conflitto d’interesse. Chi sono questi legali? Quando è stato richiesto il parere? Esiste un parere scritto? Se sì, dove si trova?

Quella che pare una evidente inadempienza dell'articolo 68 del TUEL può configurare una omissione d’atti d’ufficio? Al di là di come si evolverà la vicenda, appare ormai chiaro che la situazione si fa sempre più delicata e ingarbugliata e, inevitabilmente, non si fermerà nel Palazzo comunale del Corso.

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