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Don Franco Monterubbianesi: “Ascoltiamo il grido dei giovani”

GROTTAFERRATA (attualità) - Lettera aperta di Franco Monterubbianesi Fondatore di Capodarco

ilmamilio.it

Lettera aperta di Don Franco Monterubbianesi:

"In 150 Paesi del Mondo i giovani, i giovanissimi in primis, lanciano, con uno sciopero a livello mondiale, il loro grido di allarme per il Pianeta ammalato nel Clima. È colpa dell’uomo. Perlopiù però indifferente cinicamente alle sue responsabilità. Occorre uscire come dice testualmente la giovane Svedese di 16 anni Greta: «(…) non saremo noi a salvare il Mondo, non c’è abbastanza tempo per poter aspettare che noi si diventi adulti con il potere di agire. È necessario che gli adulti di oggi agiscano adesso (..)».

Il Presidente Mattarella ci dice di prendere coscienza che siamo sull’orlo di una crisi climatica globale. Prendiamone coscienza e reagiamo senza angoscia perché ci dicano che c’è tempo ancora per rimediare. Tempo estremo. Ma c’è. E subito dobbiamo capire, allertandoci tutti, quali sono i rimedi e soprattutto le cause da affrontare.

Se si impone uno stile di vita diverso per un’economia sostenibile, andiamo a fondo insieme ad intraprenderla realizzando il cambiamento, con una cultura comune negli animi, ma soprattutto nelle cose concrete da cambiare, nelle strutture.

petra fiera 2019

Dico questo perché è vero che non solo abbiamo distrutto l’equilibrio della natura, ma anche disumanizzato l’uomo. Creato cioè nel Mondo una grande ingiustizia con una diseguaglianza tra le genti per cui dobbiamo affrontare il cambiamento climatico anche dal lato di una giustizia globale da rifare.

L’economia globale è senza controllo politico. L’egoismo domina in cui i poteri sono persino criminali e dominano l’economia. Se non affrontiamo quindi il problema del clima anche dal lato della giustizia che dobbiamo rifare, la politica che è succube di tali poteri non riuscirà a portare avanti questo allarme sino in fondo e l’allarme dei giovani rischia di essere inutile.

La Greta è una giovane disabile, allora per me è un segno emblematico e avrò modo di approfondirlo con voi Amici e tutti, ma è proprio da una società accogliente sino in fondo i diversi, tutti, che dovremo ristabilire la giustizia superando l’emarginazione di intere popolazioni. Tutti accumunati dal male che abbiamo creato e tutti capaci di reagire insieme. Anche emblematico è il sacrificio, questi giorni, di quei volontari morti per l’Africa nell’incidente aereo.

consorzio ro.ma

Con i giovani dobbiamo rifare il welfare anche in un’Europa su cui avevamo lottato con bei risultati. Un’Europa allora che ritorni alla sua umanità, ad una società che si ricompone nei valori dell’accoglienza. È il nostro progetto che proporremo, noi di Capodarco, dai Castelli a Roma, lavorando per il problema del Dopo di noi per le famiglie dei disabili. Non deve essere inutile aver fatto la Legge per ciò. Ma tocca applicarla non solo con le famiglie dei disabili, ma anche con i giovani delle scuole per una vera alternanza Scuola-Lavoro. A livello nazionale, in un rapporto vero preso con la Chiesa Italiana nella Presidenza della CEI si avvierà un processo di condivisione del problema del Dopo di noi a cominciare dai Castelli romani. Da questo empito di coinvolgimento e di co-responsabilità su tutti i problemi, anche dell’uomo, affrontiamo il problema del clima dandoci il senso di un grande impegno globale.

È la “Ecologia integrale” dell’ambiente e dell’uomo insieme, come ci dice Papa Francesco nell’enciclica Laudato sì. Affrontiamo i problemi senza angoscia e con speranza, essa sia però da dare anche ai giovani basandoci sul senso della Fede che Dio opera con noi nella Storia. Verso il Regno di Dio che si farà nella Terra nelle opere di giustizia e di solidarietà. Un nuovo coraggio di liberi e forti come nel 1919 don Luigi Sturzo ci diceva: «(…) liberi da ogni potere egemonico e forti nella solidarietà agli uomini fragili(…)».

Concludo che il nostro progetto nei suoi dettagli e particolari lo faremo conoscere mano a mano che progredirà. Con l’aiuto di tutti.


Don Franco di Capodarco

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