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ESCLUSIVA - Dacia Maraini: "La tecnologia? E' un'illusione. La vita? Un mistero, meraviglioso ed infido"

maraini dacia ilmamilioFRASCATI (letteratura) - La scrittrice intervistata da Marzia Mancini in esclusiva per il mamilio.it

ilmamilio.it - contenuto esclusivo

A Grottaferrata il mese scorso per la Giornata del malato presso l'Ini, Dacia Maraini ha concesso a ilmamilio.it una intervista in esclusiva.

Una donna ed una scrittrice come lei, cosa prova quando si guarda la mattina allo specchio?

Quando mi sveglio la mattina e mi guardo allo specchio penso che sto invecchiando e mi dispiace perché la vecchiaia porta stanchezza, disabilità e paure. La faccia di prima mattina esprime proprio queste paure che si stampano sulla pelle.

Come nascono le sue ispirazioni letterarie?

Rispondo con una metafora. Un personaggio bussa alla mia porta. Io apro, offro un caffè e dei biscotti. Il personaggio mi racconta la sua storia e poi in genere se ne va. Quando, dopo avere bevuto il caffè e mangiato i biscotti, mi chiede la cena e un letto per dormire, vuol dire che ha deciso di restare nella casa della mia immaginazione e io capisco che è venuto il momento di scrivere la sua storia.

Perché i giovani sono sempre più lontani dal mondo dei libri e cosa potrebbe tornare a catturare la loro attenzione?

Per il momento sono affascinati dalla tecnologia che dà loro una illusione di potenza nel campo della conoscenza: basta premere un bottone per conoscere ogni segreto e imparare ogni conoscenza. Ma non durerà, perché appunto si tratta di una illusione.

C'è una enorme differenza fra la informazione e la formazione. L'informazione può essere estesa e superficiale, la formazione va in profondità ed è capace di cambiare la persona.

Chi ha un minimo di coscienza preferirà alla fine vivere con una buona formazione piuttosto che con una semplice e superficiale informazione.

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Il lavoro di uno scrittore consiste anche nello scavare al di sotto dell'apparenza, qual è stata la sua scoperta?

Lo scrittore è un testimone. Gli si chiede di testimoniare del suo tempo, non di giudicarlo. Lo scrittore non giudica: osserva e rappresenta. Invece come cittadino può e deve giudicare e anche prendere posizione. Ma quando scrive, deve prevalere in lui il gusto, la passione, l'esercizio sincero della osservazione.

Ha mai avuto dei "mostri" contro i quali lottare?

Non credo nei mostri. Credo che l'ignoranza e l’indifferenza, la paura e l'intolleranza siano i peggiori nemici per chi ha a cuore il futuro del mondo.

Nel suo ultimo libro, "Corpo Felice" affronta il dolore di aver perso un figlio al settimo mese di gravidanza, come è riuscita a colmare quel vuoto e ad andare avanti?

Scrivendo per l'appunto. La scrittura è sempre catartica e formativa.

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So che lei è una convinta animalista, che ruolo ricoprono gli animali nella sua vita?

Amo gli animali e trovo che gli esseri umani li trattano con crudeltà e senza nessun rispetto verso le loro sofferenze, i loro diritti. Sebbene per alcuni che considerano gli animali schiavi dell'uomo appaia strano, gli animali, che fra l'altro stanno su questo mondo da prima di noi, hanno dei diritti e andrebbero rispettati. Il primo diritto è quello della sopravvivenza e invece noi li stiamo facendo estinguere togliendo loro spazio vitale e avvelenando il territorio.

Durante la Giornata Mondiale del Malato mi ha colpito quello che ha detto riguardo alla morte, un argomento di cui spesso si evita di parlare, lei che rapporto ha con questa "signora"?

La morte fa parte del ciclo vitale, quindi andrebbe presa con semplicità e senso del sacro. Ma è anche normale che ne abbiamo paura perché la paura ci aiuta a difenderci dai pericoli e a difendere la vita. Quello che addolora comunque non è la nostra morte ma quella delle persone che amiamo.

Cos'è la vita?

La vita è un mistero. A volte un meraviglioso e impareggiabile mistero, a volte un infido e cupo mistero. Con coraggio e determinazione, se riusciamo ad amarla, ci può dare tanto.

 

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