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Rocca di Papa: il caso Santoro e la delibera "camuffata". Chi spiega ai cittadini?

ROCCA DI PAPA (politica) - Nell'atto del 23 aprile 2018 nel quale il Comune affida ai legali il mandato di resistere al contenzioso da 7 milioni intentato dal consigliere, non figura il suo nome

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Nella vicenda del consigliere di Rocca di Papa, Mario Santoro, c’è un atto che forse parla più di qualunque altro: la delibera approvata dalla Giunta municipale di Rocca di Papa il 23 aprile 2018. Si tratta della delibera attraverso cui l’Amministrazione comunale ha dato mandato ai legali per resistere all’ormai famoso contenzioso avanzato da Santoro contro il proprio Comune per un totale di quasi 7 milioni di euro.

L’aspetto sconcertante di tutta la vicenda, oltre alla incompatibilità di Santoro tra il ruolo ricoperto di consigliere comunale e quello di cittadino che ha fatto causa all’Ente, è proprio questa delibera il cui oggetto evita esplicitamente ogni riferimento a Santoro. La delibera, infatti, presenta quest’oggetto: “Tribunale Ordinario di Velletri – Atto di citazione [...] + altri contro Comune di Rocca di PapaRisarcimento danni sinistro del 04.02.2013. Indirizzo a resistere”. Non solo non figura Mario Santoro ma nemmeno la cifra in ballo, 14 miliardi delle vecchie lire. A questo punto parlare di una semplice svista appare quantomeno imbarazzante.

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A quella riunione di Giunta erano presenti oltre al sindaco, la vice sindaco Veronica Cimino e gli assessori Pier Paolo Montalto e Gian Luca Zitelli. Assenti invece l’assessore all’Urbanistica Barbara Barboni e, cosa più rilevante di tutte, l’assessore al Bilancio Vincenzo Rossetti, entrambi dimessisi qualche mese dopo.

Che in una riunione di Giunta che affronta una causa per 7 milioni di euro manchi proprio l’assessore al Bilancio appare se non altro un fatto molto curioso. Con una tale cifra in ballo, visto che la polizza assicurativa sembrerebbe poter (semmai) coprire fino a un massimo di 2 milioni di euro mentre gli altri 5 milioni resterebbero in groppa al Comune, la presenza di Vincenzo Rossetti sarebbe stata presumibilmente necessaria anche per impostare le opportune coperture di bilancio. E invece Rossetti, che di regole e norme amministrative se ne intende avendo ricoperto il ruolo di amministratore pubblico in vari ambiti, era assente. Un caso?

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Ma chi ha deciso di non citare il nome di Mario Santoro all’interno della Delibera del 23 aprile 2018? Chiunque sia stato appare evidente che ha effettuato una omissione curiosa! In questo modo nessuno ha potuto associare il nome riportato, al consigliere comunale in carica, di maggioranza, Mario Santoro. E a riprova di questo sta il fatto che Santoro è rimasto in carica per oltre un anno senza che nessuno abbia sollevato il suo conflitto di interessi. Se non fosse stato per il consigliere comunale Lorenzo Romei ancora oggi nessuno si sarebbe accorto di nulla rendendo l’incompatibilità un vero e proprio caso politico.

Quello che possiamo dire a questo punto è che qualcuno dovrebbe fare chiarezza su come ciò sia potuto avvenire malgrado l’articolo 63 del TUEL non lasci scampo a equivoci di sorta. L’incompatibilità è così palese che oggi la maggioranza di Crestini dovrebbe porre ufficialmente tale questione della sostituzione di Santoro con il primo dei non eletti della lista “Insieme per Rocca di Papa”.

Ma anche se sostituito, resta da chiarire tutto il resto.

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