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Massimo Litta: "Non vorrei lavorare al Comune di Rocca di Papa". E attacca #quellicheceranoprima

ROCCA DI PAPA (politica) - Comunicato sibillino del segretario comuale del Partito democratico. "Ho chiesto al sindaco di Grottaferrata di valutare l'opportunità ma è un mio pieno diritto"

ilmamilio.it - comunicato Facebook

Dalla pagina Fecebook del Pd di Rocca di Papa riprendiamo e pubblichiamo.

"No, non vorrei fare il tecnico al comune di Rocca di Papa, anche se solo per due mesi. Benchè, in qualità di dipendente di ruolo da circa 15 anni, vi sia stato comandato dal mio comune di appartenenza, Grottaferrata (LEGGI l'articolo del 18 agosto). Ed anche se le norme a riguardo lo consentano, basta infatti seguire la Costituzione ed il Codice di comportamento dei dipendenti pubblici come ho sempre fatto, ho invitato il sindaco della città presso cui presto servizio, Grottaferrata appunto (Andreotti, ndr), a tenere conto del fatto che il mio trasferimento, seppure per un breve periodo di tempo, sarebbe poco opportuno.

E vi spiego perché: a Rocca di Papa il PD, del quale sono il segretario locale, sta finalmente cambiando passo, proprio quello che ama predicare il nostro segretario Matteo Renzi, alla cui linea politica ci atteniamo.

Il PD roccheggiano, dopo essere stato per anni schiacciato sull'amministrazione rimasta in carico fino allo scorso anno con una sindacatura durata ben 11 anni, si sta liberando di quella classe politica che ha prodotto guasti ineludibili alla nostra città.

È per questo che alcuni media locali si sono scatenati contro di me? Del resto è un pullulare di dichiarazioni di qualche ex amministratore che i cittadini hanno già valutato come inadeguato a ricoprire ruoli politici importanti, punendolo nelle urne. Urne che a maggio dello scorso anno ci hanno detto che solo attivandoci per porre rimedio agli errori che hanno caratterizzato la passata amministrazione, potremo riconquistare la fiducia dei nostri cittadini.

Cittadini che guardano al rudere dell’ex Hotel Europa situato nella piazza principale di Rocca di Papa, divenuto il timbro indelebile sull’attività svolta dalla passata amministrazione, affibbiandogli il nome di “Palazzaccio”. E intanto l’amarezza cresce per il fatto che, comunque si risolverà la situazione e di certo non a breve, questo fallimento, lo pagheranno i cittadini di Rocca di Papa, cioè tutti noi.

L’elenco sarebbe piuttosto lungo, basti pensare al piano Particolareggiato “Calcare - Valle San Lorenzo”, dove vi sono molte opere di urbanizzazione che non sono state realizzate o completate e le relative aree non sono state ancora cedute dai privati al Comune, come da convenzione stipulata. Sarebbe stato opportuno monitorare costantemente durante i lavori l’adempimento degli obblighi contrattuali, comprese le fideiussioni a garanzia. Lo strumento urbanistico è ormai decaduto (per legge aveva validità 10 anni) e sono stati realizzati interi quartieri senza i servizi previsti, a danno della collettività.

Ecco, con l’intento di venir meno a queste e altre gravose responsabilità politiche di un’ultima consiliatura che lascia un eredità pesante a noi roccheggiani, in quanto è mia intenzione lavorare per superare queste criticità, vengo attaccato inopinatamente sui media, mettendo in discussione due principi essenziali della Costituzione, sui quali invito a riflettere, e che per un democratico rappresentano diritti fondamentali che è doveroso difendere: l’imparzialità del dipendente pubblico (quale io sono) e la tutela dei diritti politici del cittadino (quale pure io sono)".