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Quante delle 1000 case abusive da demolire ai Castelli romani crollerebbero con una scossa di magnitudo 4?

ROCCA DI PAPA (attualità) - Il terremoto di Ischia pone nuovi inquietanti dubbi sulle abitazioni realizzate senza alcun rispetto delle norme urbanistiche ed antisismiche

ilmamilio.it - contenuto esclusivo

Le case di Ischia che si sono sbriciolate ieri sera sotto una scossa di magnitudo 4 aprono un interrogativo inquietante: che case erano? E sì: perché basta scorrere l'elenco dei terremoti sul sito dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di scosse di pari magnitudo, da un anno a questa parte, nelle zone colpite dai terremoti del Centro Italia negli ultimi 12 mesi se ne sono registrare a decine.

Il dubbio, rilanciato proprio dagli studiosi, dagli esperti dei geologi e della protezione civile è proprio questo: come può una scossa di media entità come questa produrre danni, morte e distruzione?

La risposta è no, senza dubbio no.

Ai Castelli romani quanto accaduto ad Ischia si declina in un solo modo: quante delle circa 1000 abitazioni (o comunque manufatti) abusive con sentenze di demolizione passate in giudicato e dunque sottoposte al noto procedimento in corso da parte della Procura di Velletri (con i Comuni di Rocca di Papa e Rocca Priora a guidare le file e, sul litorale, con tantissime abitazioni ricadenti sul territorio comunale di Ardea) potrebbero sbriciolarsi in seguito ad eventi sismici di non eccezionale entità?

L'equazione è semplice: basta considerare che la scossa di Ischia è di circa 1000 volte inferiori a quelle che hanno devastato Amatrice, Arquata e Norcia. 1000 volte inferiore.

Legittima la domanda: essendo abusive e dunque realizzate spesso in assoluta noncuranza delle norme edilizie in materia antisismica, come sono state costruite queste case? Una domanda alla quale è sostanzialmente impossibile rispondere e che al di là delle promesse vuote fatte dall'Amministrazione comunale di Rocca di Papa (che ha detto "perimetrazioni per tutti") riporta in primo piano una questione ciclicamente destinata a riempire le cronache. Chi può garantire per queste abitazioni?

Questo solo per le case con sentenze passate in giudicato, senza contare le migliaia di altre abitazioni condonate, ancora da identificare o comunque realizzate in barba alla regole.

Dunque: sabbia e mattoni o rispetto se non delle norme urbanistiche almeno delle tecniche antisismiche?

 

Commenti   

0 #2 mancaGtf 2017-08-23 17:04
perché sul tema è ricorrente la mancanza di Grottaferrata nel Tags?
Il problema è generale e particolare, per questo nessuno va escluso. Grazie
Citazione
0 #1 leLASvegas 2017-08-23 16:19
dei castelli hanno sempre scommesso con i soliti ludopatici pOLITICI così da farsi rileggere più volte! Come è facile farsi e rifarsi eleggere SE :
chiudono occhi e orecchie sugli abusivismi,
cancellano crediti (tributi) facendoli scadere,
dimenticano..... le convenzioni urbanistiche, gli atti d'obbligo e le acquisizioni a patrimonio pubblico, concedono&RIconcedono il patrimonio pubblico (sportivo) sempre agli stessi e a canoni di fantasia,
ecc ecc SE pure il direttore chiede e si chiede: quante delle case abusive resterebbero in piedi in caso di un sisma analogo?
Ottima domanda da rivolgere ai tantissimi ludopatici seriali ancora eletti%delegati. Noi dal 2002 rivolgiamo la stessa domanda a quelli di grotta sulla resistenza sismica della scuola s. Cuore, senza ottenere rassicuranti garanzie. Forse Lei sarà +fortunato
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