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Frascati: in Sala Specchi una bella conferenza sul Giorno del ricordo

esodoFRASCATI (attualità) - L'evento curato dal Circolo Femminile di Amicizia Europea

ilmamilio.it - nota stampa

Il giorno 12 febbraio, presso il Comune di Frascati, nella Sala degli Specchi si è commemorato il Giorno del Ricordo dei martiri delle foibe e degli esuli istriani, fiumani e dalmati.

L’evento è stato curato dal Circolo Femminile di Amicizia Europea, nella volontà di attenere al significato di “ricorrenza civile” di questa giornata, determinata dalla Legge 30 marzo n.92 del 2004.

La Conferenza “10 Febbraio: Giorno del Ricordo. Venti secoli di comune civiltà latina nelle due sponde dell’Adriatico. Un ricordo imperituro da rinnovare” è stata tenuta dai relatori: prof.ssa Mirella Tribioli, architetto Francesco Petrucci Conservatore Palazzo Chigi in Ariccia, dott.ssa Giuliana Budicin, prof.ssa Maria Luisa Botteri testimone dell’esodo.

Davanti ad una sala gremita, la presidente Anna Belleggia ha rivolto un saluto di benvenuto agli astanti ed al Sindaco Roberto Mastrosanti, che nella sensibilità di ricordare i tanti “martiri” della seconda guerra mondiale, ha accostato la tragedia degli Ebrei a quella dei perseguitati istriani, fiumani e dalmati.

La presidente ha invitato, poi, a parlare l’Assessore Emanuela Bruni, la quale si è compiaciuta per la meritevole iniziativa e per aver coinvolto l’architetto Francesco Petrucci perché questi, di notoria capacità, sicuramente avrebbe dato all’arte giuliano dalmata meritevole significato. Condizione che realmente è accaduta nella presentazione dell’artista istriano Francesco Trevisani, di cui il dottor Petrucci con perizia ha descritto le qualità pittoriche e l’importanza di persona ben calata nel territorio laziale, avendo avuto committenze dagli Stuart a Frascati e dai Chigi ad Ariccia.umbriaesemble

L’intervento della prof.ssa Tribioli ha voluto individuare particolarmente l’italianità di queste genti e con un excursus storico mirato, ha individuato la presenza dei Romani in queste terre già nel 177 a.C., quando sconfiggendo gli Istri occuparono la loro capitale Nesazio.

Ha articolato poi il discorso, dando dimostrazione della presenza italiana nei continui periodi storici, pur se solo nella costa, perché l’entroterra era in mano ad altro popolo.

Nel fare riferimento a Fiume ha originato la presenza degli Italiani già nel 60 a.C. Per la Dalmazia, citando il palazzo di Diocleziano a Spalato, ha sottolineato come questa terra abbia dato natali a tanti imperatori romani.

Si è reso omaggio, dunque, alle genti istriane, fiumane e dalmate citando la tanta cultura da loro prodotta, ponte tra le due sponde dell’Adriatico. La dott.ssa Giuliana Budicin ha presentato gli artisti dell’Adriatico orientale nel Lazio dal 1866 al 1940, parlando con competenza di Giuseppe Lallich, Vincenzo Fasolo e Giuseppe Pagano.

mercatino grottaferrata ilmamilioE’ stata la prof.ssa Maria Luisa Botteri di nascita zaratina, a toccare l’anima con la sua testimonianza, quando ha parlato della sua martoriata Zara, bombardata per ben 54 volte.

Da qui la nota di rispetto per i tanti Italiani infoibati e per i tanti, fatti annegare con una pietra al collo, che in una conta più o meno giusta risultano 12.000 e per i tanti, costretti all’esodo, stimati all’incirca 350.000.

Perché il “Giorno del Ricordo” è realmente questo: “tornare indietro con il cuore”, dalla radice latina re-cord.

“Ricordare”, “tornare indietro con il cuore”, per il rispetto di chi ha perso la vita e di chi l’ha patita per rimanere italiano, a causa di un progetto politico di “pulizia etnica” accanitosi già nel 1943 e a seguire a guerra finita nel 1945.

Lo dobbiamo a chi ha vissuto una pagina di storia strappata, silenziata per troppo tempo, lo dobbiamo alle future generazioni ed a noi tutti, perché ciò sia di monito, affinchè in uno spirito di europeizzazione, internazionale, diventi “Storia” occasione di pace.

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