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Terremoti, nei Castelli Romani sulla sicurezza solo piccoli passi avanti

CASTELLI ROMANI – A un anno dal sisma del Centro Italia (con Ischia sotto gli occhi) resta aperto il tema degli adeguamenti sismici degli edifici pubblici, delle relazioni sulla sicurezza degli istituti scolastici, dei piani di evacuazione e delle esercitazioni mai attuate

ilmamilio.it

Di parole, da quel 24 agosto 2016, ne sono state spese tante. Il terremoto che distrusse Amatrice e le zone limitrofe è appena dietro l’angolo, ma di tutte le polemiche, le richieste, le volontà di cambiare le politiche sulla sicurezza non è rimasto molto. In Italia e nella zona dei Castelli Romani, che più ci interessa da vicino, qualche traccia di attenzione, tenuta in piedi dai più sensibili, è qui e là visibile (ma impercettibile). Tutto è tornato come prima. Si è allentata la presa della società civile, che giustamente chiedeva alle amministrazioni in quali tipo di scuole o di ospedali o di uffici stavano mandando i loro figli e i loro cari. Si sono ammutolite le forze politiche che volevano sapere quale stabilità effettiva avessero gli edifici pubblici, ma anche quelli privati. Eppure è passato solo un anno e i Castelli Romani continuano a rimanere una ‘Zona 2’ (pericolo medio-alto) a rischio sismico.

Va detto che qualcosa da allora si è mosso, sopratutto nei Piani di Emergenza Comunale. Le amministrazioni del territorio, in quel senso, hanno lavorato per recuperare almeno il terreno perduto, organizzando assemblee con i cittadini più o meno riuscite. Da Marino a Velletri passando per Rocca di Papa, Grottaferrata, Frascati o Rocca Priora, dove addirittura il Pec era assente, si sono ammodernate le regole, creato partecipazione, avviato gli iter con gli affidamenti degli incarichi. In altri paesi non sono pervenute notizie. Come non sono pervenute notizie dalle continue richieste ai vari sindaci di produrre (rispose allora solo il Commissario Straordinario di Frascati, Strati) una documentazione sulla tutela delle scuole. Perché ancora oggi non c’è una assoluta chiarezza (e invece ci dovrebbe essere) sul grado di sopportazione delle strutture su eventi, da queste parti possibili, attorno al 4.5-5.0 grado Richter, Ancora sospesa invece la questione riguardanti i miglioramenti e gli adeguamenti sismici, interventi molto differenti tra loro, e che mancano all’appello se è vero, come recensito da statistiche solo nel marzo 2017, che una sola scuola su otto risulta sicura nella nostra nazione.

Nei Castelli Romani, a parte qualche eccezione per i plessi scolastici costruiti negli ultimi dieci anni, pochi sono gli edifici che sono in regola con i requisiti di legge poiché costruiti negli cinquanta, sessanta e settanta, vale a dire prima dei terremoti del Friuli, dell’Irpina, dell’Umbria, dell’Abruzzo e del Centro Italia. Anni luce indietro sul piano normativo antisismico.

Al di là delle buone intenzioni, dei pezzi di carta, dei percorsi partecipati, non ci sono state esercitazioni, né le popolazioni sono informate, ad esempio, sui comportamenti da tenere nel momento successivo ad una scossa, quali siano i punti di ammassamento realtà per realtà. Su questo tema la comunicazione ancora latita e si deve necessariamente ottemperare al problema.

Finita l’ondata emotiva,insomma, il rischio è che si passi sopra il necessario (e il recente evento tellurico di Ischia è un monito in questo senso) fino a quando non sorgerà un’altra emergenza a riscuotere le coscienze. Come accade sempre, nel Belpaese delle parole.

Commenti   

0 #3 Rosangela perelli 2017-08-23 08:31
Il comune di monte porzio. Catone ha avuto il finanziamento per provvedere al l'adeguamento sismico del plesso scolastico di piazza borghese. A giugno sono iniziati i primi rilevamenti tecnici ed entro questo anno scolastico ci ha assicurato l'assessore ai lavori pubblici che inizieranno i lavori
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0 #2 sesonosemprglistessi 2017-08-22 18:03
come possiamo aspettarci scelte diverse?
i politicanti degli ultimi 30 anni a grottaferrata sono dei ludopatici seriali!
sulla sicurezza "scommettono" sulla pelle dei cittadini.
Le destre berlusconiane hanno sempre detto che la sicurezza è un costo troppo alto da sostenere !
Le sinistre al tempo del renzusconesimo si limitano a parlarne e a stanziare MLN che poi non vengono spesi ..... ( lo denuncia del rio )
grazie a fg e redazione questa priorità è all'ordine del giorno, parlarne, parlarne e parlarne e ......fare entrare nei gruppi di sostegno gli stessi politicanti di sempre, anche a grottaferrata
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0 #1 nino bgixxio 2017-08-22 12:23
e allora, caro direttore, chi ha richiesto la documentazione con perizia giurata dello stato antisismico degli edifici pubblici e in particolare delle Scuole Comunali, dove li mettiamo? e che giudizio politico ne diamo? e di chi non ha risposto a queste sollecitazioni (provenienti da consiglieri comunali e non da chiacchiere da bar) che cosa ne facciamo? che giudizio sempre politico ne diamo? e perchè stanno sempre lì e mai abbandonano nè si dimettono?
vogliamo aprire una inchesta giornalistica sula politica locale? e no i politici non si toccano per non perdere consensi.
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