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Psicologia: perché assistiamo ad un omicidio e non interveniamo? Il blocco dell'"effetto spettatore"

omicidioCIAMPINO (psicologia) - Il barbaro assurdo assassinio del 22enne Niccolò Ciatti, in Spagna, pochi giorni fa impone una riflessione. Ed una spiegazione

ilmamilio.it - contenuto esclusivo

Kitty Genovese è una ragazza di New York, gestisce un bar e vive con la sua compagna in un appartamento nel Queens. La notte del 13 marzo 1964, rientrando a casa, viene pugnalata alle spalle da Winston Moseley. I vicini dalle loro case gridano qualcosa all’aggressore, che in un primo momento si allontana. Poco dopo, Moseley torna a cercare la giovane, la trova agonizzante e la uccide. Questo caso di cronaca nera suscita scalpore nell’opinione pubblica per un risvolto particolarmente inquietante: si stima difatti che 38 persone abbiano assistito all’aggressione, ma nessuno è intervenuto. 

Darley e Latané, due psicologi sociali, approfondiscono questo fatto. La loro opinione è che in alcuni casi le norme morali siano indebolite da altri fattori, ad esempio la presenza di altri osservatori. Questo porta a due conseguenze: la diffusione della responsabilità (così come della potenziale vergogna per non essere intervenuti) e il lecito dubbio che qualcun altro si sia già mosso per cercare aiuto, pur non avendone la certezza. Con questi presupposti, emerge una chiara ipotesi: più persone assistono a un’emergenza, più si riscontra la probabilità che ogni spettatore non intervenga o lo faccia più lentamente, questo fenomeno venne chiamato: EFFETTO SPETTATORE

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Con un esperimento sociale che anche se interessante vi risparmio, ebbero questi tristi risultati: l’85% dei partecipanti che sapevano  di essere gli unici interlocutori della vittima cercano aiuto in modo tempestivo, mentre nel caso in cui la discussione avviene in gruppo solo il 31% dei soggetti interviene per chiedere supporto. La vittima ha quindi maggior probabilità di essere aiutata quando a essere presenti sono una o due persone, mentre questa probabilità cala all'aumentare degli spettatori; addirittura se gli spettatori erano in 5, NESSUNO, e dico nessuno presta soccorso o chiede aiuto.

Un evento simile, drammatico, è avvenuto pochi giorni fa in Spagna col barbaro omicidio di Niccolò Ciatti, massacraoto di fronte a molte persone senza che nessuno sia intervenuto. 

Episodi simili succedono sempre più spesso, e sempre più spesso si tende a dare la colpa ai cellulari che lobotomizzano i giovani, all'assenza dei valori negli stessi giovani... insomma tendiamo a demonizzare la nuova generazione. Questa volta però vorrei spezzare una lancia a loro favore, non si tratta di una nuova generazione malsana e menefreghista, si tratta ahimè della natura dell'animale sociale: L'UOMO.

Come fare per evitare che eventi così succedano?

Mi vergogno un po' a dirlo perché è così semplice e scontata la risposta che ci dovremmo per forza chiedere perché non è ancora stata attuata... ed inseguito, dovremmo darci anche una risposta.

La conoscenza del fenomeno dell'effetto spettatore, diminuisce il fenomeno stesso del 45%.

Andate a dirglielo voi ai genitori del giovane ucciso a calci in Spagna che se solo nelle scuole europee si fosse parlato di questo fenomeno, il loro bambino, magari, sarebbe ancora vivo. 

Contatti

   Zucchini Giulia Psicologa & Neuropsicologa

Sito internet: http://zucchinigiuliapsicologa.webnode.it/

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Numero di telefono: 3397256831