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Caro ‘Braccio di Ferro”, buon compleanno. L’eroe ‘scorretto’ e rissoso che lotta contro i bulli del quotidiano

ACCADDE OGGI – Il 17 gennaio 1929 la prima pubblicazione

ilmamilio.it

"Mangia gli spinaci che diventi come Braccio di Ferro!". E’ stato così per molto tempo, sin dagli anni trenta, quando negli Stati Uniti i consumi di spinaci aumentarono del 30% e divennero il terzo alimento preferito dai bambini. Ora non lo dice più nessuno, ma intere generazioni, in passato, si sono sentite dire dai genitori la suddetta frase. 

Basterebbero le statue che gli hanno dedicato in qui e là negli Usa per comprendere quanto il personaggio creato dal fumettista americano Elzie Crisler Segar (portato sullo schermo da Dave e Max Fleischer), abbia inciso su una certa cultura popolare. Giusto, quindi, fargli i doverosi auguri per aver raggiunto la sua bella età. La sua prima volta fu infatti il 17 gennaio 1929, ovvero 90 anni fa. Un successo clamoroso e dopo tutto ancora vitale.

Ispirato (pare) a Frank "Rocky" Fiegel, un concittadino di Segar noto per essere un attaccabrighe, ‘Popeye’, questo il so nome d’arte originale, è un personaggio atipico. Non è bello, cammina in maniera buffa, ha la pipa perennemente in bocca, il cappello da marinaio, un'ancora tatuata sul braccio muscoloso. Spesso fa a cazzotti con Bruto, eterno rivale anche per amore della lunga e magrissima Olivia.

Come in tutte le saghe che si rispettino, Braccio di Ferro ha portato fortuna anche ai suoi amici e parenti: Pisellino (figlio adottivo avvolto nella sua copertina di lana), Poldo  (grande mangiatore di panini), Braccio di Legno (padre di Braccio di Ferro).

Ma "Braccio di ferro" è anche una icona esteticamente scorretta: fisicamente sgraziato, mezzo guercio, la mascella storta. E’ un tipo che non potrebbe mai aprire un profilo Instagram per delle pose da mille like e fare il belloccio. 'Braccio di Ferro' fuma e se ne frega dei divieti. Non ha una gran cultura, il suo vocabolario è abbastanza limitato e non conosce altra natura, per risolvere un litigio, se non facendo a pugni. Per il 'politicamente corretto' non ha i requisiti giusti. Ma la sua alterità ha una morale: è sempre provocata e giustificata dai soprusi dei più forti contro i deboli. E’ un piccolo eroe solitario che ha bisogno degli spinaci per prendere coraggio. Perché in fondo è pacifico, ma contro i bulli e contro chi maltratta le donne, sopratutto la sua Olivia (non esattamente una bellezza da far girare il vento, un po' litigiosa e rompiscatole, ma fedelissima e innamorata), non ha mezzi termini. 

'Braccio di Ferro' è un uomo d'altri tempi che non conosce arma o corazza. Non usa mai le pistole. Fa tutto con le mani e con i muscoli. Un individuo 'semplice', con una certa autostima, pronto a diventare esempio. Un cittadino atipico ma amabile, rude con i prepotenti e tenero con gli amici. La sua figura interessò anche la cultura ufficiale. Negli anni sessanta, infatti, le sue strisce finirono sul serio e raffinato ‘Il Politecnico’ di Elio Vittorini (Leggi: Elio Vittorini, il ‘militante della cultura’ che raccontava la vita - VIDEO) dopo una gloriosa attività su molte riviste degli anni trenta.

La bellezza di ‘Braccio di Ferro’ è quindi nella simpatia e in quel suo essere profondamente umano che cozza oggi con il profondamente virtuale. Ma per fortuna lui è così, fuori da ogni schema predefinito e imposto, e per questo sempre attuale. I 90 anni un po' si sentono, specie in un mondo dei fumetti e del divertimento che ha virato su altro. Ma questa realtà non ha scalfito affatto il suo carisma. Anzi, siamo sicuri che come ogni cosa che ha in sé un po' di poesia resisterà ancora a lungo.