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Grottaferrata, il centrodestra che verrà: un mix tra esperienza e 'facce nuove'

Risultati immagini per grottaferrata corso mamilioGROTTAFERRATA (attualità) – La Lega partito guida, ma ci sarà apertura al dialogo e alla compartecipazione. Il mondo civico a sostegno è già in fase di organizzazione

ilmamilio.it

Il centrodestra a Grottaferrata, dopo le prime notizie della scorsa settimana, conferma la chiamata al dialogo. Qualcosa si sta davvero moderno e i primi segnali cominciano ad essere evidenti. La Lega, proprio ieri, ha segnato una parte delle coordinate. “Chi si avvicina alla Lega a Grottaferrata con la voglia di mettersi a disposizione avrà sempre un ruolo importante nella vita quotidiana della sede senza il bisogno – si afferma dal partito - di pennacchietti inutili. Per chi invece pensa di sfruttare il lavoro degli altri per fini propri le porte resteranno chiuse ad ogni livello”. Poi  un altro segnale inequivocabile: “Facce nuove, energie nuove”.

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Il mondo civico a cui guardare con simpatia già esiste. Movimenti come ‘Vivere Grottaferrata’, rilanciato pochi giorni fa con la nomina di Lorenzo Di Biagio,  sono potenzialmente disponibili al dialogo. Ma ci sono anche tutte quelle aree che oggi vivono in disparte e che comunque iniziano a incontrarsi. Da queste parti si ha tutta l’intenzione di tornare al governo della città quando sarà. Dentro i giovani e chi ha voglia di fare, fuori chi non ha scelto dove stare in tempi non sospetti. Spazio, inoltre, alle figure che sono già nel centrodestra e non si stanno confondendo oggi in strane alchimie. Le dirigenze di Lega e Fratelli d’Italia sono presenti sul territorio da tempo, Forza Italia intorno al periodo delle elezioni europee dovrebbe trovare il suo nuovo referente locale. Già tracciato l’identikit: trentenne e senza condizionamenti con il passato.

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Guardando oltre ai partiti, altri riferimenti a cui guardare ci sono. Uno ad esempio e Luigi Spalletta (ma non solo), che potrebbe dar vita, visto il suo radicamento sul territorio, ad una nuova realtà civica quando i tempi sono maturi. L’ex Presidente del Consiglio comunale è stato fermo un giro nel 2017, ma ha già detto che qualora ci dovessero essere i presupposti non si sottrarrà alla necessità di cambiare la città (Leggi: Grottaferrata, Luigi Spalletta: “Vedo la città in grande difficoltà, ma per ora smentisco le voci su mia candidatura” ). La casa è appena alle basi, ma è già in costruzione.

Quanto a tutto l’arcipelago di nomi che non si schierano o che non daranno segnali di discontinuità fuori e dentro il consiglio comunale il discorso è già stato fatto: sarà dato spazio a chi ha demarcato la linea di appartenenza prima della stagione del voto. La forza dei simboli e delle sigle, ma anche quelle dei singoli candidati che si aggiungeranno nel percorso, prevedibilmente lungo, che porta da qui alle prossime comunali, creerà le condizioni per uno schieramento competitivo. Ma anche si dovesse andare al voto prima – è la filosofia – è necessario mettere in piedi subito una struttura.

A Grottaferrata quando il fronte di centrodestra è andato al voto compatto ha avuto sempre molte soddisfazioni e non è entrato al ballottaggio solo una volta. Capitò solo quando arrivò l'uragano di voti di Mauro Ghelfi con le sue liste civiche nel 2005. Ma un traino di consensi come Ghelfi (che in quel mondo tra l’altro era cresciuto) a Grottaferrata non esiste più e non ce l'ha nessuno. La strada per lavorare su un progetto potenzialmente valido è libera.