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L'asilo degli orrori di Ariccia finisce in Rai su Unomattina. "Servono telecamere ed interdizione dai pubblici uffici". Una mamma: "Mi davano della pazza"

asiloAriccia unoMattina ilmamilioARICCIA (cronaca) - Ieri l'arresto delle 3 maestre e dell'operatrice scolastica della scuola "San Giuseppe". L'avvocato: "Servono uniformità di condanna e pene accessorie"

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Le telecamere di Unomattina, popolare e famosa trasmissione mattutina di RaiUno, sono state oggi ad Ariccia presso la scuola d'Infanzia "San Giuseppe" da ieri tristemente nota alle cronache nazionali per l'arresto delle 3 maestre e della collaboratrice scolastica accusate di violenza e maltrattamenti ai danni dei bambini frequentanti il plesso nel centro cittadino e di età compresa tra i 3 ed i 5 anni.

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Accuse che, come noto, sono supportate dalle immagini che le telecamere nascoste disposte dai carabinieri della Stazione di Ariccia hanno posizionato nelle scorse settimane e dalle quali sono evidenti le violenze alle quali i bambini erano vergognosamente sottoposti.

carne frescaIn queste ore su periodici nazionali compaiono le testimonianze di alcuni dei genitori dei bambini frequentanti il plesso scolastico in oggetto. "Mio figlio - ha raccontato al Messaggero la mamma che ha denunciato il tutto - è tornato a casa in due occasioni con la bocca sanguinante e mi avevano detto che era caduto quando in realtà mi sono accorta che andava sempre meno volentieri a scuola e che era regredito. La bidella era la peggio di tutte, mio figlio era letteralmente terrorizzato da lei. Ho segnalato la cosa, mi davano della pazza".

Ad Unomattina è intervenuto l'avvocato Maria Rosaria Della Corte che, parlando con i conduttori della trasmissione Franco Di Mare e Benedetta Rinaldi, ha inquadrato l'episodio facendo riferimento anche ai precedenti, da quello famosissimo di Rignano Flaminio a quelli più recenti di Pordenone.

"L'argomento è caldo e delicato e passa anche per la legge in discussione in Senato in merito all'installazione delle telecamere di sorveglianza nelle scuole, misura che insegnanti e presidi normalmente ostacolano. Ma ci sono anche altri aspetti da considerare: su tutti il fatto che i dirigenti scolastici normalmente nonostante le segnalazioni dei genitori insospettiti da episodi potenzialmente violenti invece di condurre verifiche ed arrivare alla sospensione degli insegnanti, come loro facoltà, lasciano tutto alla Magistratura. Non solo: c'è poi la questione della certezza della pena e dell'uniformità delle condanne ma anche dell'applicazione delle pene accessorie. Capita spesso, purtroppo, che si eviti l'iscrizione nel casellario giudiziario di questi reati e che, addirittura, si eviti l'interdizione dai pubblici uffici. In modo che dopo pochi mesi dai fatti, magari anche con condanne scontate, queste persone possano tornare in altre scuole".

"Senza contare - hanno aggiunto conduttori ed avvocato - che come in altre professioni sarebbe opportuno inserire l'obbligo di test psicoattitudinali perché il rischio di "burn-out" (esplosione) in questo genere di lavoro è alto".

Per il momento, come noto, le arrestate restano ai domiciliari: si tratta della 65enne maestra di Genzano, della 60enne maestra di Velletri, della 58enne maestra di Formia e della operatrice scolastica di 63 anni di Ariccia.

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