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Salinger, l'amico Holden e la scintilla che innescò una nuova cultura

ACCADDE OGGI – 1 gennaio 1919: nasce l’autore di ‘The Catcher in the rye’

ilmamilio.it

Si chiamano ‘Game changer’. Sono figure in grado di cambiare le regole del gioco, persone che sanno vedere qualcosa che gli altri non vedono. Il termine poi è diventato di uso comune per identificare chi, in qualsiasi campo, ribalta una situazione, porta innovazione, apre nuovi varchi.

Il 1° gennaio 1919 a New York nasce Jerome David Salinger, l’autore de Il giovane Holden, uscito nel 1951 con il titolo The Catcher in the Rye, l'opera che fece conoscere al mondo il pensiero e la vita del sedicenne Holden Caulfield.

Salinger era un talento naturale della scrittura. Quando era in un college della Pennsylvania, si nascondeva sotto le coperte nel cuore della notte e scriveva racconti alla luce di una pila elettrica. Quando la seconda guerra mondiale stava già incombendo sui popoli della terra (1939) iniziò a frequentare un corso serale di scrittura alla Columbia University. Whit Burnett, direttore di Story Magazine, intuendo l'eccellenza, fece pubblicare il suo primo racconto, The Young Folks. Solo due anni dopo, a 23 anni, viene mandato a combattere in Europa. Sopravvive alla battaglia delle Ardenne e al D-Day. Gli capita in quel periodo di conoscere Ernest Hemingway, il quale rimase colpito dal suo talento straordinario, un impeto che esplose in tutta la sua forza e creatività di Holden, libro che andò incontro ai divieti della censura in alcuni paesi e scuole perché il romanzo, dal suo profondo, esprimeva le riflessioni consce e inconsce in cui i ragazzi di allora si ritraevano.

Era il passo prima della “Beat Generation”, il movimento che si sviluppò negli Stati Uniti intorno agli anni cinquanta ribaltando gli stereotipi culturali e portando Allen Ginsberg, Jack Kerouac (Leggi: Jack Kerouac, sulla strada ‘cibandosi di stelle’. Il tramonto del vecchio Occidente con le parole che cambiarono verso al '900) o Burroughs dentro l’immaginario di un’epoca.

Holden Caulfield è rimasto, con il tempo, quello che era: diciassette anni, ribelle nello spirito, famiglia benestante. Adolescente, questo sicuro, con il sogno di difendere l’innocenza dei bambini. Sotto Natale è stato cacciato dal Pencey, il college dove era iscritto, e così vaga senza meta per la città. Entra nei bar, passeggia per Central Park e si chiede dove finiscano le anatre quando il lago del parco si gela. Holden non viaggia da costa a costa, ha uno spirito di avventura ripiegato dentro precisi spazi, eppure tutto ciò incide sull'esistenza del giovane e la sua voglia di comprendere le mediocrità e le contraddizioni del mondo. E’ un’altra angolazione, il rovesciamento di una mentalità.

Il protagonista del romanzo diventa in breve tempo un’icona generazionale. Dopo il grande successo letterario, tuttavia, Salinger pubblica fino al 1963. Poi sceglie la strada del silenzio, scrive solo per se stesso senza pubblicare altro, non rilascia interviste salvo rarissime eccezioni. Si allontana così dalla vita culturale fino alla morte, il 27 gennaio del 2010.

Rimane di lui l’incredibile capacità di buttarsi dentro le parole, uno stile che sin da giovane gli permise, in un periodo complesso ed a tratti buio per l’umanità tra conflitti bellici e guerre fredde, di rendere pubbliche le ansie della sua gioventù, la difficoltà di comunicazione, la gestione della solitudine, la rivendicazione di un ruolo diverso. Anticipò tutti: la 'Gioventù bruciata' di James Dean, Jack Kerouac, Elvis Presley e la ribellione del rock, i capelloni e gli hippy, la contestazione sessantottina. Anzi, quando tutti questi fenomeni esplosero lui se ne sta già in disparte, taciturno. Ma le sue ansie, o quelle del leggendario Holden, abbracciarono e diedero voce una gioventù che iniziava a diffidare degli adulti per come avevano costruito il mondo, ad affrancarsi dai benpensanti e il dilagante conformismo che prima o poi imprigiona ogni individuo, a suo modo, nella crescita dentro la società in cui vive. Un messaggio immortale per chi non considera la vita come un percorso di gabbie dentro alle quali collocarsi.

"Scoprirai di non essere il primo che il comportamento degli uomini abbia sconcertato, impaurito e perfino nauseato. Non sei affatto solo a questo traguardo, e saperlo ti servirà d'incitamento e di stimolante. Molti, moltissimi uomini si sono sentiti moralmente e spiritualmente turbati come te adesso. Per fortuna, alcuni hanno messo nero su bianco quei loro turbamenti. Imparerai da loro… se vuoi. Proprio come un giorno, se tu avrai qualcosa da dare, altri impareranno da te. È una bella intesa di reciprocità. E non è istruzione. È storia. È poesia".