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La penna come una lama, Federica Angeli nella biblioteca di Genzano

angeli federicaGENZANO (attualità) - Un incontro per presentare il suo libro e raccontare i lunghi anni vissuti sotto scorta

ilmamilio.it - contenuto esclusivo

L'altro ieri 4 dicembre, il “Consorzio SBCR” e “Radio Libera Tutti”, in collaborazione con la libreria “The Book” ed in presenza dell’assessore alla Cultura Francesca Saitta, hanno ospitato nella sede bibliotecaria di Genzano la giornalista e scrittrice Federica Angeli per la presentazione del suo libro “A Mano Disarmata – Cronaca di millesettecento giorni sotto scorta” edito da Baldini&Castoldi, che oltre ad essere già arrivato alla quinta ristampa, è anche vincitore del “Premio Estense 2018”, del “Premio Capalbio 2018” e del “Premio Piersanti Mattarella 2018”.

Federica Angeli scrive di cronaca nera per “La Repubblica” da ben 20 anni e dal 2013 vive sotto scorta dopo le minacce mafiose ricevute per aver condotto un’inchiesta sulla criminalità organizzata di Ostia, dove Federica abita e ha sempre abitato.

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La giornalista è entrata nell’aula delle Biblioteca di Genzano insieme alla sua scorta sempre pronta a proteggerla e con molta semplicità ed anche un pizzico di ironia (nonostante l’argomento) ha cominciato a parlare dell’inizio della sua battaglia contro un famoso clan e quindi contro la mafia di Ostia.

Grazie ad un'intercettazione, la Angeli, dopo dure ricerche riesce ad individuare lo stabilimento balneare di cui si è impadronito il clan, dopo aver ucciso due persone, sprezzante del pericolo si reca direttamente sul posto con le telecamere e chiede di parlare con il proprietario ed ecco che gli si presenta davanti uno dei componenti del clan, che dopo qualche minuto di accesa conversazione la sequestra e comincia a minacciare lei ed i suoi 3 figli…Era il 23 maggio del 2013, la maggior parte delle persone, dopo essere uscite vive da quel contesto probabilmente avrebbero immediatamente gettato la spugna ma non lei, una volta fuori dallo stabilimento Federica è corsa a denunciare l'accaduto.

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Un gesto rivoluzionario che ha segnato la sua vita e ha restituito verità ad un territorio squarciato dall’omertà, che diversi giornalisti e le istituzioni stesse hanno sempre avallato, riducendo e definendo la mafia come un gruppetto di delinquentelli.

La Angeli spiega proprio che alla base della mafia, in primis vi è la totale assenza dello Stato, ed è la mafia stessa che ne prende le veci dando risposte ai cittadini, offrendo lavoro ai giovani, come ad esempio smistare la droga, o una casa a chi la richiede, uccidendo la vecchietta di turno per farci entrare i nuovi abitanti… E’ anche per questo che soprattutto all’inizio, la guerriera si è ritrovata sola in questa lotta, perché gli abitanti di Ostia oltre ad aver paura di esporsi, in qualche modo si sentivano protetti da questo sistema ‘malato’, una realtà completamente capovalta.

La giornalista però, non si è mai fermata di fronte a nulla e ha continuato ad andare avanti a testa alta, anche di fronte ai momenti di sconforto del marito… Una vita sotto scorta non è facile e qualche volta di fronte alla paura, agli insulti, agli spari sotto casa in piena notte, il coniuge della Angeli le ha suggerito di non impicciarsi, di continuare a dormire in nome dei loro tre figli.

Quelle parole hanno suscitato in Federica l’esatto contrario, ed è proprio per i suoi e tutti gli altri figli che è più determinata che mai, affinché il suo sacrificio possa annientare la mafia e restituire alle future generazioni un mondo pulito. Lo fa per se stessa ma soprattutto lo fa per tutti noi, credendo davvero che le cose possano cambiare, perché come scrive nella prima parte del suo libro “Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così”.

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Questa frase e la vita stessa di Federica, di questa donna, madre e giornalista con gli attributi che riesce quotidianamente a trasformare la paura in coraggio, deve farci riflettere e soprattutto ci deve dare una scossa ogni volta che facciamo l’errore di pensare che le cose non possano cambiare, questo in ogni settore, dalle piccole cose alle più importanti, smettiamo di far finta di niente, di girarci dall’altra parte e di crogiolarci nelle lamentele, ognuno di noi può dare un contributo importante alla propria esistenza e a quella altrui, è probabile che delle volte ci sia un prezzo da pagare, soprattutto in termini di fatica e di impegno ma tutto questo non è minimamente paragonabile alla soddisfazione del risultato finale.

Federica Angeli non si definisce un’eroina ma una persona ‘normale’, allora vorrei dirle che è una normalissima donna come non se ne trovano più e che quella che usa come la sua unica arma, la penna, è molto più potente di una lama. Grazie Federica.

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