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Raggi, chiesta condanna a 10 mesi. Di Maio: “Nostro codice di comportamento parla chiaro”

ROMA (politica) - Attesa la sentenza, e le conseguenze politiche

ilmamilio.it

Dieci mesi di reclusione: questa la richiesta della Procura per la sindaca Virginia Raggi, imputata per falso nell'ambito del processo sulle nomina di Renato Marra alla direzione del dipartimento Turismo del Campidoglio. Nella sua requisitoria il pm Francesco Dall'Olio ha detto che "è pacifico che si tratti di falso ideologico in atto pubblico".

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L'accusa ha ricordato il ruolo di Raffaele Marra, all'epoca vice capo di gabinetto e stretto collaboratore di Raggi: per i magistrati avrebbe avuto un ruolo nella nomina del fratello Renato. L'accusa di falso è relativa ad una dichiarazione all'anticorruzione in cui rivendicò la decisione di avere nominato Renato Marra.

Da valutare, in caso di condanna, cosa accadrà alla Giunta pentastellata. In merito ci sono voci discordanti.

"Il codice etico del 2016 relativamente agli indagati - ha detto Raggi - non è stato mai applicato. Solo nel caso del sindaco di Parma Federico Pizzarotti, si arrivò alla sospensione perchè non aveva comunicato la sua iscrizione nel registro degli indagati". “Io non conosco l’esito del processo ma il nostro codice di comportamento parla chiaro e lo conoscete”: Lo ha detto il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, in conferenza alla sede dell’Associazione stampa estera in Italia.

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