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Frascati, decreto Sicurezza: Travaglini e Sbardella "avanti col progetto Sprar"

FRASCATI (politica) - I due consiglieri di opposizione presentano una mozione nei giorni in cui in Parlamento si discute l'importante provvedimento

ilmamilio.it - nota stampa

“Il Decreto Sicurezza, che sarebbe meglio chiamare “Decreto Clandestinità”, ieri al voto al Senato, ci ha spinti a presentare un’ulteriore mozione per impegnare l’Amministrazione a non cedere di un millimetro sul progetto Sprar”. È quanto affermano i consiglieri di centrosinistra Francesca Sbardella e Gianluca Travaglini.
Bcc Castelli Romani Tuscolo
“Già nei giorni scorsi avevamo protocollato una mozione per chiedere all’amministrazione di confermare la volontà di aderire al sistema SPRAR, come da delibera di giunta n.71 del 6 aprile 2018, e di dare seguito all’impegno preso nella commissione Politiche sociali del 26 aprile di costituire una commissione permanente sul tema. Oggi, però, alla luce della probabile approvazione di un decreto scellerato che, tra le altre cose, rischierà di fare aumentare il numero di clandestini invece di premiare una politica di integrazione, abbiamo deciso di chiedere un nuovo chiaro impegno all’amministrazione, così come già fatto dai Comuni di Torino e di Bologna. Abbiamo presentato una mozione per sollecitare il Sindaco e la Giunta a chiedere al Ministro dell'Interno ed al Governo di sospendere, in via transitoria fino a conclusione dell'iter parlamentare, gli effetti dell'applicazione del Decreto Legge n.113/2018 e ad aprire un confronto con l’Anci nazionale, al fine di valutare le ricadute concrete di tale Decreto sull'impatto in termini economici, sociali e sulla sicurezza dei territori”.
petra frascati 1809“Siamo convinti – concludono Sbardella e Travaglini – che non possiamo rimanere in silenzio e inermi di fronte a un provvedimento che vanifica tutti gli sforzi fatti per arrivare a una equilibrata integrazione, di cui gli Sprar sono il fulcro. Con il nuovo provvedimento legislativo si favorirà la forte concentrazione di persone nei grandi centri di accoglienza straordinaria (CAS) e si rischia l’aumento delle persone presenti nei centri di permanenza per il rimpatrio. Di fronte a tutto questo è necessario che anche il Comune, per le proprie competenze, faccia la sua parte. Noi ci siamo”.
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