I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e migliorano la tua esperienza di navigazione. Cliccando sul pulsante Accetto presti il consenso all'uso dei cookie non solo tecnici, ma anche di profilazione e di terze parti. Per maggiori informazioni puoi comunque leggere l'informativa estesa.

Rocca di Papa: Massimiliano Calcagni, un presidente del Consiglio uno e... trino

ROCCA DI PAPA (politica) - Il nuovo fronte post Crestini avanza. Ma il numero 1 dell'Aula continua a cambiare faccia e gioco

ilmamilio.it - contenuto esclusivo

Si arma il fronte politico, ampiamente trasversale e che vede muoversi schiere di vecchie vedove del centosinistra che fu e nuove leve pseudo 5 stelle e soprattutto di centrodestra (novello e in cerca di rigenerazione) per l'ipotizzato dopo Crestini.

Il simbolo di questo ampio movimento, che si arma da tempo, è il presidente del Consiglio comunale Massimiliano Calcagni, primo tra i dissidenti dell'orginaria maggioranza di un Crestini che - vale la pena ricordarlo - ha perso per strada i suoi assessori di punta (Montalto, Rossetti e Barboni) e, soprattutto, nelle scorse ore insignite di un pennacchio mica male: quello di referente cittadino della Lega di Matteo Salvini.

LEGGI Nominati i coordinatori della Lega nei Castelli Romani: il partito di Matteo Salvini ha la sua struttura locale

Quello che Calcagni da un paio di anni sta giocando è un gioco, senz'altro mosso da chi resta ancora nell'ombra ma potrebbe proporsi anche come candidato sindaco a stretto giro e comunque nel momento del bisogno, ampio e variegato.

Un Calcagni decisamente "uno e... trino", come anche in queste ore ha avuto modo di evidenziare il consigliere di minoranza Massimo Grasso definendolo un "burlone".

Un presidente del Consiglio che, attaccatissimo (ovviamente) alla sua poltrona per quanto in evidente dicotomia con la logica che in quel posto di rilievo (ben remunerato) lo ha portato, ha prima supportato la ricandidatura del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, quindi ha stretto un'alleanza di fatto con gli orfani del Pd e di Leu (un po' qui, un po' lì, a seconda di cosa e di quando fa comodo) ed oggi ha indossato l'elmetto della Lega.carne frescaNiente, niente male davvero: l'esatto simbolo di quella deriva della politica cittadina della quale si diceva e si scriveva nei giorni scorsi. Non fosse bastato un sindaco inadeguato al suo ruolo (e rimasto quasi solo insieme ai reponsabili degli uffici comunali), ecco che gran parte di quelli che al posto di comando lo hanno portato si rimischiano e si rinfoltisono.

Una scena che dire deprimente e dequalificata è dir davvero poco.

LEGGI Rocca di Papa e la politica della "prima pietra": a scagliarla è rimasto solo lo scemo del villaggio

petra frascati 1809