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Ciampino, Abbondati: "La coalizione? Credibile, radicale ed alternativa. Il candidato sindaco? Impegnato. Il civismo? Troppo spesso scatola vuota"

abbondati guglielmo4 ciampino ilmamilioCIAMPINO (attualità) - L'ex consigliere comunale, animatore di un progetto di progressista, torna a parlare dell'imminente campagna elettorale

ilmamilio.it - contenuto esclusivo

Cinque mesi fa veniva sciolto il Consiglio comunale e commissariata l’Amministrazione del sindaco Giovanni Terzulli. La gestione da parte della dott.ssa Raffaela Moscarella ha consentito, dopo oltre due mesi e mezzo, di approvare il Bilancio di Previsione e prorogare i servizi pubblici, fino a dicembre. 

Nel frattempo le forze politiche pensano alla primavera del 2019, quando la città tornerà al voto. A parlare, ancora una volta, è l'ex consigliere comunale Guglielmo Abbondati.

Mancano pochi mesi alle Amministrative e il quadro politico sembra ancora molto confuso. Non sembra esserci un’idea chiara delle alleanze e dei candidati in campo. E’ ancora presto?

A me pare ci sia una fuga dalla realtà. Nessuno ha avuto il coraggio di fare un’analisi onesta di quanto accaduto: una lunga stagione di governo del centrosinistra, guidata da una classe dirigente di lungo corso, finita per consunzione ed incapacità. Abbiamo un Comune con 11milioni di disavanzo, la Società Asp in una profonda crisi strutturale, i servizi pubblici locali a scadenza trimestrale, un degrado urbano spaventoso, una macchina amministrativa ridotta all’osso. Abbiamo chiesto una discussione pubblica vera sulle ragioni di questo epilogo. Non abbiamo avuto risposte.

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Eppure il Pd sembra impegnato in una forte discussione interna, che ha prodotto anche segni di novità rispetto al gruppo dirigente del recente passato. Magari un dialogo in questo senso potrebbe essere utile. 

Se il dibattito rimane confinato dentro il perimetro del congresso dei Democratici, temo che le novità siano poche. A Ciampino, come nel resto del paese, si è prodotta una lacerazione drammatica con le donne e gli uomini che votavano, nonostante tutto il centrosinistra. Se non si comprende che per mutare questi sentimenti serve una chiara, netta e coraggiosa inversione di tendenza, con il riconoscimento dei propri errori, non credo si possa aprire alcun percorso di ricostruzione per il futuro.

Serve dunque un nuovo centrosinistra e chi lo possa rappresentare anche a Ciampino. 

Centrosinistra non significa più nulla, a Ciampino come nel resto del Paese. Quel modello, con un Pd a vocazione maggioritaria e tanti piccoli satelliti a ruotare nella sua orbita è morto. Per rigenerare quest’area politica serve una nuova alleanza sociale e popolare, larga, plurale, inclusiva capace di dare protagonismo alle realtà civiche e progressiste che pure ci sono e chiedono di agire il cambiamento. Per far questo, forme e pratiche della vecchia politica non servono più. Non ci interessano le trattative tra partiti, né candidati Sindaci buoni per tutte le coalizioni. Serve una discussione pubblica, una partecipazione diffusa, un confronto con la città che vogliamo continuare a promuovere. 

Ultimamente sembra emergere da più parti l'idea di una candidatura a Sindaco civica. Quale profilo dovrebbe avere secondo te? 

Che vuol dire civico? Il professionista di turno prestato alla politica? Il direttore di una banca? L’imprenditore affermato? Anche qui vogliamo essere chiari. Torna di moda rincorrere il civismo, come panacea per nascondere certa politica indigesta ed invisa. Nella stessa maggioranza che sosteneva il Sindaco Terzulli c’era due liste, che si definivano civiche. In realtà una era espressione del Consigliere Regionale e una del Sindaco.  Esiste un civismo riconoscibile e impegnato nel territorio, che in questi anni ha promosso partecipazione attiva, difesa dei beni comuni, solidarietà sociale, lotta all’inquinamento. A questi va data piena agibilità politica dentro un processo di cambiamento radicale di politiche e di donne e uomini che le possono rappresentare.

Molti a sinistra invocano l’unità, senza la quale la partita delle amministrative potrebbe essere obiettivamente già segnata. 

L’unità certamente è un valore, alla quale la gente di sinistra continuamente fa richiamo. Ma l’unità va costruita nella verità. Noi crediamo necessaria un’alternativa radicale e coraggiosa, sia della classe politica che non ha saputo guidare i processi di trasformazione della nostra città, portandola al commissariamento, sia rispetto all’oscurantismo di chi vorrebbe consegnare Ciampino nelle mani di forze reazionarie, che agiscono paura, egoismo sociale, guerra tra poveri e verso gli stranieri. Su questo si deve costruire l'unità.

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