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Frascati, da Bernardo Iodice una riflessione sull'Irvit

FRASCATI (attualità) - L'argomento è entrato nei giorni scorsi nell'Aula del Consiglio regionale

ilmamilio.it

Dall'ex consigliere comunale Bernardo Iodice in merito all'Irvit riceviamo e pubblichiamo.

"Il recente articolo pubblicato dal Suo giornale Regione, bocciato emendamento Irvit. Fichera: "Continuiamo così..." (LEGGI l'articolo) impone delle riflessioni sulle quali sarebbe opportuno che si interrogasse anche il Consiglio comunale in una delle prossime sedute.

L’IRVIT (Istituto Regionale delle Ville tuscolane) è il frutto di un’intelligente e lungimirante intuizione e realizzazione di Franco Posa e di questo occorre dargli atto indipendentemente dalle posizioni politiche di ciascuno.

Purtroppo la meritoria scelta operata da Posa con la creazione dell’IRVIT si è scontrata con una gestione scellerata delle sorti dell’ente e di ciò sono egualmente responsabili le gestioni sia di centro-destra (Storace e Polverini) sia di centro-sinistra (Marrazzo e Zingaretti) della Regione Lazio.

La maldestra gestione si è più volte manifestata con la nomina dei vari presidenti e commissari dell’Istituto; la caratteristica più evidente di queste scelte sta nel fatto che in nessun caso il presidente o commissario designato (Proietti, Buonasorte, Di Andrea) è stato espressione del territorio. Non è facile comprendere come mai i designatori non avessero trovato in zona soggetti capaci di amministrare una realtà pur profondamente e naturalmente collegata al territorio. Certo se i nominati avessero presentato un curriculum vitae con specificità tali da superare tali perplessità, non ci sarebbe stato nulla da eccepire. I designati avevano (quando l’avevano) un curriculum vitae che, per quanto meritorio, non presentava alcuna attinenza con il profilo professionale ipotizzabile per una carica del genere.

E quando la scelta fu orientata su soggetti del territorio ancora una volta la politica diede la sensazione che si volesse favorire la “casta” in luogo delle capacità gestionali: la scelta cadde, infatti, sul figlio del defunto senatore Severino Lavagnini (Silvio) e questa valutazione prescinde dal merito della persona.

La vera delusione nasce, però, dalla verifica di alcuni dati tratti dal sito ufficiale dell’ente:

  • un bilancio (anno di riferimento 2016) che conta su € 200.000 di entrate e € 166.000 di uscite, cifre modestissime per un impegno così gravoso e, fra l’altro, utilizzate per spese correnti
  • due dipendenti a tempo indeterminato che costano complessivamente (dati del 2016) circa € 19.000 (una cifra irrisoria e quasi mortificante per soggetti che potenzialmente dovrebbero essere in grado di far funzionare un ente di così grande rilevanza)
  • un compenso lordo annuo per il commissario straordinario di € 39.600 (il periodo di riferimento è il 2015) mentre non ci sono tracce di compensi per il 2016
  • nella pagina “Eventi” la data più recente, relativa a manifestazioni dell’ente, è il 2017 con il patrocinio della manifestazione “Festival del verde e del paesaggio” preceduta nel 2013 da “Inaugurazione e presentazione dell’ARPEG-Accademia Restauro Paesaggi e Giardini” e, infine, nel 2007 da “Festa conclusiva del Giringiro”: cadenze quasi bibliche
  • non v’è traccia di convegni
  • l’unica operazione di restauro, di cui si trova riferimento sul sito, è relativa ai lavori di ripristino della porzione del tetto di Villa Sora, completata nel 2017.

Una considerazione: l’Atletica Tusculum che organizza da anni il “Giro delle ville tuscolane” e il trail “Villa Aldobrandini” ha fatto un’attività di valorizzazione del territorio di gran lunga più significativa dell’IRVIT, pur non essendo delegata istituzionalmente a tale compito.

A questo punto le conclusioni sono obbligate:

  • si continua a credere nel progetto: allora si creino i presupposti (economici e gestionali) per ridare slancio all’attività dell’ente
  • si ritiene che l’ente abbia esaurito la sua funzione: si chiuda questa pagina che dimostra ancora una volta come una “certa politica” sia capace di trasformare belle idee in contenitori vuoti".

Commenti   

0 #2 Bernardo Iodice 2017-08-09 15:45
Non amo i commenti "anonimi" e, soprattutto qualunquisti: non so se Posa avesse in mente di creare un "carrozzone politico", di certo so che tre dei quattro (presidente o commissario) che hanno governato l'IRVIT sono di estrazione storaciana e certo queste scelte non sono in stile "destra". Se "angtelo" conoscesse più da vicino i fatti che la Destra frascatana ha dovuto sopportare sull'argomento e sulle iniziative intraprese per riportare un minimo mdi dignità all'interno di quelle scelte, forse argomenterebbe in mnaiera diversa. E, soprattutto, la mia riflessione era rivolta al futuro più che al passato.
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0 #1 angelo 2017-08-09 08:46
Altro CARROZZONE POSIANO ..... ambito per lo stipendiuccio ed il pennacchio che caratterizza CARROZZONI simili.

Strutture create ad uso di POLITICANTI TROMBATI o per AMICI DEGLI AMICI

I risultati lo testimoniano !
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