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Caso Stefano Cucchi, il carabiniere: "Sì, è stato picchiato". Ilaria: "Il muro è crollato"

cucchi ilaria stefanoROMA (cronaca) - Svolta nel processo per la morte del giovane romano scomparso esattamente 9 anni fa

ilmamilio.it

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“Il muro è stato abbattuto”, queste le parole di Ilaria Cucchi stamattina, dopo che uno degli imputati accusati della morte del fratello Stefano, ha ammesso che il pestaggio del giovane detenuto fosse realmente accaduto.

La storia di Stefano Cucchi è nota a tutti, oggi più di ieri grazie anche alla recente diffusione del film “Sulla mia pelle” (LEGGI Sulla mia pelle: la vicenda di Stefano Cucchi in 100 minuti durissimi. In sala e su Netflix). Stefano arrestato per spaccio e detenzione di stupefacenti è entrato in carcere, poi ricoverato all’Ospedale Sandro Pertini di Roma, per non uscirne più.

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Dopo nove anni di battaglie legali, combattute soprattutto dalla sorella Ilaria, per abbattere il muro dell’omertà e della violenza, la morte di Cucchi sembra vedere oggi uno spiraglio di giustizia. Francesco Tedesco non solo ha ammesso il pestaggio ai danni di Cucchi ma ha chiamato in ballo anche i due colleghi dell’Arma dei Carabinieri Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro, anche loro a processo per omicidio preterintenzionale.

Secondo le testimonianze di Tedesco, il giovane trentenne Cucchi sarebbe stato sottoposto a pestaggio perché si rifiutava di rispondere e non collaborava, dopo schiaffi, pugni e percosse, la tragica caduta a terra avrebbe provocato le lesioni nella zona sacrale. Il carabiniere però sostiene di non aver preso parte direttamente al pestaggio, ma anzi di aver intimato i colleghi di fermarsi.

Si tratta di un vero e proprio colpo di scena in questo processo bis, dopo le sentenze di primo grado e in appello caratterizzate da assoluzioni e pene lievi. Le tante ombre sembrano lasciare il posto ad un po’ di luce, seppure permane qualche mistero come la sparizione della relazione che attestava il pestaggio del giovane dagli archivi dell’Arma.

I procedimenti andranno avanti e la giustizia farà il suo corso, ma è il caso di dire che per Stefano, Ilaria e la famiglia Cucchi, che rivendicano da anni la verità, un capitolo importante di questa storia è stato scritto. La ferita c’è e resta insanabile, ma la speranza che possa veramente essere fatta giustizia stavolta è grande.

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