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FRASCATI - «Che fine ha fatto la vicenda legata
al restauro della villa rinascimentale Arrigoni-
Muti?»
Se lo chiedono gli Ecologisti democratici del
Circolo “Colli Tuscolani” di Frascati, preoccupati
per le modifiche effettuate allo storica villa «che
come si presenta oggi ai nostri occhi ha poco a
che fare con la villa rinascimentale che potevamo
ammirare ancora qualche anno e che, secondo
noi ha perso il fascino originale che ne faceva
una delle residenze storiche più belle». «Infatti -
sottolinea Giancarlo Giombetti coordinatore del
Circolo - per la tipologia dei materiali usati e le
modifiche apportate, oggi l’immobile storico ha le
sembianze di quei “villoni” per nuovi ricchi di cui
è pieno l’hinterland romano. Ci chiediamo “ma la
finalità di un restauro di una villa così importante
non avrebbe dovuto essere quella del ripristino
delle caratteristiche architettoniche del bene,
anche recuperando i materiali di fabbrica originali?
E ancora: per quale motivo sono stati aperti
tutti quegli abbaini sul tetto? La copertura è
stata rialzata o no? E gli infissi? Erano proprio
tutti da buttare? Per quanto tempo, rimossi gli
infissi, gli affreschi del Passignano, del
Domenichino, del Berrettini, del Commodi, sono
rimasti esposti alle intemperie? E ancora: L’Irvit
voleva trasformarla nell’Accademia del restauro
dei giardini, ma ci chiediamo: il giardino all’italiana,
per il quale era famosa la Villa è stato
mantenuto? Il disegno dei viali bordato con il
Bosso esiste ancora? Le sculture di varia epoca e
i reperti archeologici presenti nella Villa ci sono
ancora o fanno bella mostra in qualche altra
“villa” dei dintorni come si sente dire?».
«Domande - sottolinea Giombetti che avevamo
posto scrivendo allora alla Sovrintendenza ai
Beni Architettonici e per il paesaggio del Lazio
per invitarla ad una verifica dei lavori in atto. Ci
fu annunciato, con una nota del 15 novembre
2007, che il 29 novembre l’Ufficio preposto avrebbe
proceduto ad un sopralluogo per verificare
quanto riportato
dalla nostra segnalazione.
E invece -
osserva sconfortato
Giombetti – passano
gli anni, si continua a
non avere risposte e
siamo ancora in attesa
di un riscontro
riguardo al sopralluogo
da noi richiesto ed
effettuato dalla dottoressa
Marina Cogotti,
della Sovrintendenza
per i Beni
Architettonici e per il
Paesaggio del Lazio,
ormai due anni e
mezzo fa. Che cosa è
successo? Perché questo
silenzio? Perchè
solo a noi appaiono
chiare le modifiche
effettuate? Se si esamina
l’unica vecchia
foto che abbiamo
potuto reperire, utile per un riscontro visivo delle
opere si riscontrano pesanti manomissioni: il
tetto ha perso totalmente i connotati rispetto
all’originale, le strutture che lo caratterizzavano
sono state abbattute, alcuni elementi della fabbrica
originale sono stati abbassati e o eliminati,
le mostre delle finestre e il colore dell’intonaco è
cambiato, per non parlare del tipo di tegole
usate. A noi - sottolinea Giombetti – sembra che
ne il bene tutelato (la villa storica), ne il suo inserimento
nel paesaggio siano stati salvaguardati.
Quindi, essendo venute a mancare le prerogative
per le quali fu giustamente inserita nel circuito
delle Ville tuscolane all’epoca dell’istituzione
dell’Irvit, torniamo a chiedere la cancellazione di
Villa Arrigoni-Muti da questo circuito e ribadiamo
che sarebbe doverosa una risposta da parte
della Soprintendenza anche perché, parte del
“restauro”, è stato finanziato con i soldi pubblici».
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