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  ATTUALITA' - Montecompatri  
  News del 04/02/10  
  a cura di redatt  
 
  Scontro in vista  
  Piano assetto parco, il Comune replica  
  Il sindaco De Carolis risponde secco: "Il linguaggio utilizzato dall'Ente è inappropriato. Noi non raccontiamo certamente panzane"  
 

 

MONTECOMPATRI (04/02/10 - ore 11,25) - In questi giorni è decaduta la delibera sul nuovo piano d’assetto del Parco Regionale dei Castelli Romani. La proposta di variante Ravaldini, che riproponeva i perimetri di un documento del 1997, già esso disconosciuto in quanto violava la legge regionale sui parametri di calcolo di superficie, per essere legittima doveva essere promulgata con legge regionale. “Innanzitutto una premessa – spiega il Sindaco di Monte Compatri, Marco De Carolis. – Il linguaggio utilizzato nel comunicato stampa inoltrato dal Parco dei Castelli Romani rappresenta quello che politici ed Enti non dovrebbero mai fare: infuocare e avvelenare il clima elettorale con frasi ed epiteti più da sala bar che da luoghi istituzionali. Voglio precisare alcuni punti, infine, che risultano essere fuori ogni rigor di logica. Preliminarmente voglio ricordare che la famosa variante Ravaldini fu ufficialmente disconosciuta dallo stesso ente Parco con delibera commissariale n°63 del 31/10/2003, su conforme parere della Regione Lazio giusta nota prot. d2/2a/01/153041 del 10/10/2003 a firma del dott. Raniero Filippis, per cui è del tutto infondata l’affermazione che i confini della proposta Ravaldini sono vigenti da oltre 10 anni”. In realtà il Parco, nel comunicato stampa apparso su alcune testate locali e nazionali, aveva dichiarato che il confine del Parco fosse definito da oltre un decennio e questa affermazione fosse cosa nota e fuori discussione. In realtà la carta tecnica regionale dei vincoli, per quanto concerne i perimetri del Parco, indica correttamente quelli determinati dalla Legge Regionale 64/84, disconoscendo ufficialmente la variante Ravaldini mai tramutata in legge. “A noi azzeccacarbugli e dilettanti della normativa – continua il Sindaco De Carolis, – risulta anche che il Parco non approva nessun Piano di assetto ma semplicemente lo adotta in quanto ai sensi della Legge Regionale n°29/97 spetta al consiglio regionale, se condivide le proposte del parco, approvare con legge regionale. Soltanto allora i perimetri proposti diventano definitivi ed assumono autorevolezza giuridica”. Ma allora perché la variante Ravaldini e l’ultimo piano d’assetto si assomigliano e, di fatto, non hanno possibilità di attuazione? “È il caso di ricordare – conclude il primo cittadino di Monte Compatri – che l’Art. 11, comma 1 della Legge Regionale n°17/95 dispone che la superficie di vincolo calcolata su base provinciale non può superare il 30% di superficie vincolata. Risulta, invece, certificato, che la superficie vincolata al momento della redazione della variante Ravaldini era del 31%, quindi, contro legge. Ed è proprio questo il motivo giuridico fondamentale per il quale la variante Ravaldini non è mai stata tramutata in Legge. Il piano di assetto adottato nel 2009 dall’Ente Parco ripete “consapevolmente” l’errore commesso in precedenza decretandone automaticamente il fallimento. Desidero ringraziare il Consigliere Comunale di Velletri, Francesco Nardini, per l’approfondita disamina della questione “Piano d’Assetto” dal 1997 ai giorni nostri. Un esempio di come la verità si trovi ben lontana da “logorroiche dissertazioni di dilettanti della normativa”.