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GROTTAFERRATA (26/07/10 - ore 12.00) - La sentenza del Tar, a Grottaferrata, continua a muovere le acque della politica. L’estate sta affievolendo un po’ il confronto, ma l’eco del boato dell’annullamento della Variante di Prg ancora circola e scuote in paese. Come si poteva prevedere nelle ore seguenti la deposizione dell’atto, tutto ruota intorno all’”ipotesi dimissioni”. Chi siede ancora in Consiglio comunale ed è stato coinvolto dalla sentenza del Tribunale Amministrativo del Lazio, secondo alcuni movimenti e partiti della cittadina, dovrebbe allontanarsi dall’assise municipale per dare serenità a tutta l’assemblea. L’indice è puntato soprattutto sui due esponenti politici più conosciuti ed esposti nella sentenza: il Vicesindaco Alessandro Broccatelli (PD) e il consigliere di minoranza Mario Paolucci (PdL). Il blog “picchioverde.blogspot”, nei giorni scorsi, riferendosi ai consiglieri che non potevano votare la Variante perché costretti da un confitto di interesse di varia natura o gravità, ha scritto: “Qualcuno di questi signori è stato anche rieletto alle scorse elezioni comunali. Questi signori, dovrebbero forse riflettere sull’opportunità di dimettersi da un incarico, come quello di consigliere comunale, che presuppone assunzione di principi etici consapevoli e limpidezza di comportamenti”. Dagli ambientalisti si passa direttamente al Popolo della Libertà. In un manifesto realizzato da alcuni simpatizzanti del partito (ma affisso con tanto di simbolo), si sottolinea l’”incompetenza” politica dell’ex sindaco Mauro Ghelfi e dell’assessore Marco Bosso nella gestione della Variante, la mancata opposizione del Partito Democratico in quel periodo e, non ultimo, la richiesta di dimissioni del vicesindaco Broccatelli. Il manifesto, è bene dirlo, non è stato riconosciuto come voce ufficiale del partito ed è stato etichettato come iniziativa di “singoli individui dell’organizzazione”. Circostanza da verificare. Pesanti critiche, infine, sono state mosse da "Sinistra Ecoligia e Libertà". Il clima, insomma, è questo. Mentre le vacanze sembrano prendere il sopravvento sul dibattito generale, si ha tutta l’impressione che la situazione, in autunno, possa entrare in una fase realmente conflittuale. Sotto tiro, in questo quadro di iniziale nervosismo, c’è anche un altro politico: Marco Bosso. L’ex assessore all’Urbanistica dell'amministrazione Ghelfi ed ex candidato sindaco proprio per il dopo Ghelfi, già al centro della polemica per l'incarico ottenuto in Regione Lazio, è di nuovo sul banco degli imputati. Anche nel suo caso, seppur non in via ufficiale, la richiesta di dimissioni, soprattutto in seno al centrodestra, è emersa. Intanto nel panorama politico locale qualcosa si muove. Nella scorsa settimana Alfredo D’amico è stato eletto coordinatore territoriale dell’Api (il partito di Rutelli) e membro del direttivo provinciale. L’ossatura dell’organizzazione è quella che ha dato vita, nelle scorse comunali, alla lista civica de “Il Griniglio”. In conclusione si può affermare che anche nella quiete della calura estiva, Grottaferrata è un territorio piuttosto dinamico. E così, mentre nelle segretarie di partito si ragiona sulle prospettive e le conseguenze inerenti la bocciatura della Variante, il resto dell’opinione pubblica appare abbastanza distratta. Chi è più attento, studia bene la situazione. I più critici, invece, rimangono convinti della soluzione più drastica. Per loro la domanda, sull’“ipotesi dimissioni”, è scontata “Ma perché non se ne vanno a casa?”.
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