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  ATTUALITA' - ROMA
  a cura di Marco Caroni
  26/03/2008
 

Quattro i nodi cruciali: la Romanina, il Gra e – soprattutto – gli incroci con via di Capannelle e con la Circonvallazione Tuscolana

 

Imbuto di Cinecittà, basterebbero due rondò…

 

L’odissea quotidiana di chi percorre la Tuscolana per entrare a Roma

   
 

UNA follia quotidiana, un ripetuto percorso ad ostacoli verso l’obiettivo di tutti i giorni: Roma. Dura la vita del pendolare sulla via Tuscolana, durissima soprattutto di questi tempi quando a complicare un percorso comunque particolarmente congestionato, ci si sono messi anche i lavori in corso all’altezza della stazione metro di Cinecittà (proprio di fronte agli studi cinematografici) che hanno interessato prima la carreggiata in entrata verso la Capitale ed ora quella in uscita. In entrambi i casi i restringimenti hanno provocato lunghe code. Il problema, al di là comunque degli inevitabili lavori in via di completamento, resta l’incapacità del tratto compreso tra Osteria del Curato (ma nei momenti peggiori le file iniziano dalla Romanina se non da Ponte Linari) a Subagusta di assorbire il grande traffico veicolare in entrata. Almeno quattro i nodi: quello dell’attraversamento per via Gasperina (che assorbe gran parte del flusso proveniente dal nuovo quartiere della Romanina), quello delle rampe del Grande raccordo anulare (la carreggiata interna è perennemente rallentata) e – cruciali – quelli degli incroci con via di Capannelle e con la Circonvallazione Tuscolana. A regolare questi due snodi ci sono oggi altrettanti asfittici impianti semaforici: una soluzione che giorno dopo giorno appare inadeguata alla gestione di flussi di traffico ormai decisamente superiori a quelli stimati. A fronte di quella che è un’emergenza in fatto di mobilità ormai innegabile, l’unica soluzione percorribile appare – ancora una volta – quella delle rotatorie. Se, infatti, nel quadro della rivoluzione che avrebbe dovuto interessare la via Tuscolana nel tratto compreso tra piazza di Cinecittà e Osteria del Curato (un piano comunque vecchio di 4 anni e mai completamente attuato) la soluzione ottimale per risolvere l’intasamento all’incrocio con via di Capannelle era stata quella di realizzare un sottopassaggio poi scartato per il rinvenimento di rilevanze archeologiche, per l’incrocio con la Circonvallazione Tuscolana (e con via Togliatti) non è mai stata presa in considerazione alcun altra soluzione che non sia quella di un semaforo differenziato. L’unica via di uscita appare realisticamente la realizzazione di due ampie rotatorie: un intervento a basso impatto, anche in fatto di tempistiche, ma ad altissimo rendimento. Perché non prendere seriamente in considerazione questa soluzione? La realizzazione dei rondò permetterebbe inoltre di dismettere i semafori ad oggi in funzione e di alleggerire l’intero quadrante anche sul piano dell’inquinamento atmosferico derivante dalle emissioni delle auto. Un uovo di Colombo che però, come tale, nessuno sembra voler considerare.