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“Gli orti abusivi nel Parco degli Acquedotti sono stati eliminati nello scorso mese di agosto. Il 4 ottobre una folta delegazione di autorità ha operato un sopralluogo sull’area liberata. Erano presenti il presidente del Parco dell’Appia antica, Adriano La Regina, l’assessore all’ambiente, Dario Esposito, accompagnato dal direttore del X dipartimento Mastrangelo, il vicecapo di gabinetto del sindaco Luca Odevaine, insieme al resposabile dell’Ufficio decoro del Comune Schina, la rappresentante di zona della Sovrintendenza ai beni archeologici, Daniela Spadoni, la presidente di Zetema Ivana Della Portella, il presidente del X Municipio Sandro Medici, accompagnato dall’assessore Perifano e dal presidente della Commissione ambiente La Bella. Grandi impegni e solenni dichiarazioni da parte degli amministratori comunali per il risanamento dell’area, la sua ripiantumazione e rinaturalizzazione, per nuove panchine e maggiore vigilanza, per un’adeguata illuminazione e il ripristino dell’area lacustre disseccata da anni”.
A tracciare una cronistoria recente della vicenda è Aldo Pirone, coordinatore della
Comunità Territoriale X Municipio. “Sono passati 4 mesi (6 dallo sgombero degli orti) e nulla di tutto questo è stato fatto o si è iniziato a fare. Il presidente del X Municipio Sandro Medici ha denunciato che non un euro è stato stanziato nel recente bilancio comunale per il risanamento del Parco degli Acquedotti, un bene ambientale, archeologico e paesaggistico inestimabile per il nostro territorio e per l’intera città. Gli orti abusivi sono stati rimossi ma al loro posto è rimasta una landa desolata esempio scandaloso di un’incuria non solo amministrativa ma culturale e intellettuale.
I cittadini fanno sempre più fatica a capire perché la giunta capitolina consideri città da curare, proteggere, fornire di servizi adeguati solo il centro storico dimenticando o non sapendo che anche in periferia esiste una città storica densa di beni archeologici, culturali e paesaggistici che non vengono adeguatamente salvaguardati e valorizzati bensì minacciati da una continua e inarrestabile colata cementizia simile alle grandi colate laviche che in tempi preistorici venivano giù dai vulcani dei colli albani”, accusa.
“E’ ora di cambiare indirizzo. I cittadini del X Municipio chiedono che gli impegni assunti così solennemente siano al più presto onorati e che non rimangano le solite promesse di pulcinella. Il risanamento del Parco degli Acquedotti va iniziato subito”. Una questione, quella della tutela dell’immenso patrimonio storico, ambientale e culturale del parco degli Acquedotti che si trascina inesorabilmente da anni.
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