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  ATTUALITA' - ROCCA PRIORA
  a cura della Redazione
  30/04/2008
 

Non si spengono ancora gli echi della recente tornata elettorale

 

Pucci (Prc): “Quei commenti elettorali inappropriati”

 

L’esponente della Federazione Castelli critica entusiasmi e manifesti

   
 

ANGELO Pucci, Membro del CPF Fed. Castelli del PRC, ha spedito una lettera aperta per dare una spiegazione a quanto accaduto alle elezioni del 13 e 14 aprile. Uno spazio, il suo, critico verso la dirigenza del PRC e l’intero panorama politico locale.. “Non è facile, non l'ho è affatto per me, e non riesco a capire come invece "i notabili compagni" del mio Partito – scrive Pucci - abbiano il pudore e trovino il coraggio per esprimere ancora deliri e fantasie. Lasciatemi esprimere un lamento, che colgo nella triologia di Apu, del grande regista indiano Satyajit Ray, seguendo il suo film "il lamento del sentiero (Pather Panchali)": "in questo universo politico, la vita e la morte sono strettamente intrecciate e la realtà è tale che persine le più modeste speranze svaniscono e muoiono!". Deliri e fantasie che poi a Rocca Priora diventano storia e cultura, in un processo di sudditanza, e di assuefazione da far impallidire “le pecorelle di Orwell” e quel lamento diventa pianto, piangono i muri del nostro paese, piange la nostra memoria piange il nostro orgoglio. Facciamo dunque almeno chiarezza su questo, aspettando i miei compagni... Questa settimana Rocca Priora ha sopportato quell’onta che sinceramente non so rilevare e capire, di quei “grazie” che, oltre ad affermare inesattezze, enunciano postulati che tracciano poi la via a pericolosi errori fondati su palesi contraddizioni etici, civili e morali. È questo un brutto vizio che già denunciai questa estate dopo quella “pagliacciata” fatta presso piazza Nassyria nel "cantico della scuola" (altro che delirio), che rilevò, oltre l’inconsistenza politica di una minoranza spaurita e "legata", la bravura di chi mostra se stesso, sacro ed incontaminato, seguace di chi determina la libertà un proprio potere che sancisce "il fare quello che si vuole!" (Montesquieu, nel suo celeberrimo Lo spirito delle leggi, afferma "quando il potere legislativo sarà più corrotto di quello esecutivo lo stato perderà la sua Libertà"). E chiaro? Dovremmo discutere se vogliamo davvero eliminare questo pericolo, che è di tutti. Quei grazie che vogliono raccontare alla gente una vittoria, anche di chi affermava che bisognava votare per una nuova Italia, soltanto perché aveva cambiato il nome, ma i vertici erano sempre gli stessi, raccontano anche che una certa quantità di voti raggiunti determinano l'onnipotenza di avere una base per costruire un futuro. Facciamo un po' di conti, controlliamo i voti espressi nel nostro collegio elettorale, e nello specifico di Rocca Priora. Appare un dato inconfutabile, laddove, vedi Zagarolo, i due candidati alla Provincia, sia del PD che della Lista Di Pietro, nel raffronto con i dati della Camera e del Senato, hanno aumentato anche di 15 punti in percentuale. A Rocca Priora il Candidato del Popolo della Libertà è sceso di oltre 12 punti. Di contro il Candidato dell'Udc è aumentato di oltre 12 punti. Qualcosa vorrà pur dire. Questo dato si caratterizza, anche se in maniera ridotta, come logico sia, negli altri Paesi del Collegio 45. Eppoi chiedo ancora un po' di spazio: non si può sottoscrivere a nome del popolo roccapriorese, e dei rispettivi "Centri Anziani", un "protocollo di intenti” con i "gemelli di Sermoneta" dopo aver elogiati se stessi, con il solito comizio elettorale che ignora le troppe, ormai impossibili a sopportare, carenze ed ingiustizie del nostro paese, enunciando anche: la tutela ed il mantenimento della memoria. La memoria di cosa? Della devastazione e delle frodi del nostro territorio? Degli abusi e del caos cittadino? Della mancanza di servizi? Della inefficienza amministrativa che rischia di perdere il finanziamento per la scuola e per la realizzazione del parco dei Pallottini? Mi sembra di vedere un bell'uomo che "lindo" con la camicia pulita e stirata bella cravatta e bel vestito, barba fatta, nasconde sotto, dove non si può dire, qualcosa di sporco”. Il solito Pucci che non teme di esternare le proprie riflessioni: anche quando, come in questa occasione, l’attacco è diretto anche al cuore del proprio schieramento.