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  ATTUALITA' - ROCCA PRIORA
  a cura di Fabrizio Giusti
  26/05/2008
 

 

 

L’Udc: “In frantumi la tracotanza dei casti”.

 

 

   
 

Rocca Priora – Angelo Raponi, ex assessore al Bilancio dell’Udc di Rocca Priora, ha messo nero su bianco impressioni, motivazioni e giudizi sulla fine del governo Spoto con un editoriale sul settimanale locale “Murales”, da lui diretto. Una disamina dei fatti visti da un’ottica molto chiara e che merita, quindi, di essere riportata. “I fatti ormai li cono­sciamo tutti”, scrive Raponi. “Il Sindaco irrompe prepotentemente nella competizione provinciale, rivendicando le ragioni della sua parte politica e mortificando quelle dei suoi alleati che pure lo avevano sostenuto su un accordo preciso di non candidare alcuno. Ha attorno a se il consen­so di tutti coloro che ave­vano partecipato alla costruzione del patto di governo e che avrebbero dovuto richiamarlo al rispetto di esso. Forte della carica di primo cittadino ridicolizza l'alleato, ostenta baldan­zosamente la sicurezza della vittoria, incappa in una sonora e scontata sconfitta e impedisce, con la complicità di qualche esponente romano, l'ele­zione del candidato che aveva la vittoria in pugno, se solo ci si fosse attenuti alle promesse fatte. Finita la festa, gabbato la santo, si torna con i piedi per terra, al governo del paese insieme agli antichi alleati. Il PdL, questo nuovo soggetto politico che aleg­gia come un fantasma nelle stanze di Castel Savelli, non parla, non si esprime, non riesce a superare una crisi di iden­tità inevitabile per la frantumazione e le diver­sità delle forze convergen­ti. Un silenzio tombale rispetto alla loquacità dei singoli, che alternano pro­messe ammiccanti e minacce velate di epura­zioni, come se fossero i dispensatori del bene e del male. "Abbiamo scelto la via del silenzio" dico­no ancora adesso questi casti cuccioletti giocherel­loni, che non fanno male a nessuno, che tacciono quando debbono parlare e urlano quando debbono tacere. E zitti zitti, quatti quatti, ti diramano un ordine del giorno di Consiglio Comunale, elu­dendo ogni spiegazione, forti della copertura romana”. Raponi continua: “Duri e puri, moderni balilla in versio­ne berlusconiana, occupa­no ridenti l'aula consilia­re. Trasudano certezze da tutti i pori. Sono pochi ma buoni, di pura razza aria­na. Hanno perduto tutto, la fiducia, la faccia, la dignità ma continuano a fare proclami mentre incassano una sconfitta appresso all'altra. Non hanno la sensibilità per capire e continuano imperterriti fino a quando il Consiglio Comunale non gli ammolla un sonoro schiaffane. Restano attoniti e sorpresi: chi osa opporsi all'avanzata dei casti e puri, all'intellighentia del paese, al nuovo che avanza? Il Consiglio Comunale! E chi è costui? Provano a for­zare ma debbo­no desistere. Non si può andare oltre. Lo dice anche il fido scudiere. Il Consiglio Comunale pen­sava di aver provocato una riflessione, per riprendere le fila. Ma che! Neanche ventiquattrore ed eccoti l'invito per parteci­pare al Consiglio in prima e seconda convocazione. È troppo. Veramente que­sti sono troppo forti! A Rocca Priora sono spre­cati. Meglio a casa. E così fu. Una maggioranza squallida ha deciso di mandarli a casa. Si abbattono su di essa gli anatemi dei giusti: "La casta incappucciata è uscita allo scoperto "; "Ora se avete coraggio presentatevi insieme alle prossime elezioni comuna­li "; "Noi con Spoto e senza nessuno di voi con­tinueremo... ". Ma non ve le prendete queste arrab­biature. Potete fare tutto quello che volete. Con una avvertenza importante: in democrazia per governare ci vuole la maggioranza. La frusta non è più di moda”. Un intervento ironico e pungente che rende bene l’idea del clima che ha generato la crisi di governo e quindi il naufragio della giunta di centrodestra a Rocca Priora