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NODO di Squarciarelli: le novità presentate dall’assessore regionale ai Lavori pubblici, Bruno Astorre non convincono. E di conseguenza si allarga il fronte delle contestazioni al progetto. Il direttivo di Italia Nostra Castelli Romani, su richiesta di un comitato di cittadini di Grottaferrata e Marino, ha avuto modo di osservare gli attuali sviluppi del piano di “razionalizzazione” del Nodo di Squarciarelli, che prevede una nuova strada di collegamento da via delle Barozze fino a Villa Senni. “L’analisi del progetto – afferma Italia Nostra - mostra chiaramente la mancanza di relazione con i veri problemi del traffico nel comune di Grottaferrata ed a Squarciarelli, in particolare. Il progetto, costosissimo (23 milioni di euro), prevede 10 Km. tra nuove strade, riadattamenti e sottopassi ferroviari, quando con un minimo di spesa gli stessi effetti potevano essere colti da interventi a valle (zona Sassone e via Pedemontana dei Castelli Romani). Gli interessi collegati di costruttori e politici coincidono sempre quando si tratta di “valorizzare” nuovi terreni ancora agricoli e cosa di meglio esiste per iniziare queste trasformazioni se non una nuova strada? I cittadini dei castelli continueranno a fare la fila a Squarciarelli per i noti motivi che Italia Nostra ha sempre denunciato: si continua pesantemente a costruire a Rocca di Papa, a Marino ed a Grottaferrata stessa. Si continua a prevedere nei vari PRG la localizzazione di insediamenti, servizi ed “attrattori” vari a monte di Squarciarelli, cosa ne potrà risultare se non una paralisi continua?”. Italia nostra ribadisce: “Il vero “pubblico interesse” risiede nell’ottenere i migliori risultati al minimo costo per la comunità: il costo in denaro, l’inutilità dell’opera per i suoi fini dichiarati e la perdita di valore del paesaggio e dell’economia collegata, indicano che la costruzione della nuova strada sarà un’operazione in perdita e deve essere quindi bloccata o quantomeno se ne deve assolutamente ridiscutere il tracciato, le modalità di esecuzione ed il suo impatto”. Sul nodo, espropri, progetti (…) e polemiche a parte, la parola fine deve essere ancora scritta. Della questione sembrano comunque smarrirsi i contorni.
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