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NEL 2008 sarà possibile comprendere
meglio i rinvenimenti delle recenti campagne di scavo effettuate
dall’Escuela Española de Historia y Arqueolgía
en Roma-CSIC grazie anche al contributo della Comunità
Montana dei Castelli Romani. Le notizie che più incuriosiscono,
dopo le anticipazioni degli scorsi giorni pervenute all’indomani
della riunione sullo studio di fattibilità del Parco
Archeologico del Tuscolo, sono inerenti alla chiesa extraurbana
e alla sua area cimiteriale. Dalle ricerche sin qui realizzate,
con particolare impegno della dott. Valeria Beolchini, si
è accertato che i lavori di ampliamento del XII secolo
della chiesa provocarono la distruzione delle tombe situate
intorno all’abside, con l’unica eccezione di
due inumazioni che si trovavano immediatamente all’esterno
dell’abside primitiva, lungo il suo asse principale.
Tali sepolture vennero rispettate e su di esse fu in parte
costruito l’altare principale della nuova chiesa,
segno del particolare prestigio di cui dovevano godere presso
la comunità i defunti. Intorno alla nuova abside
fu costruito uno pseudo-deambulatorio a carattere funerario,
con accesso da nord, entro cui trovarono collocazione nuove
sepolture. Una parte dell’antico portico settentrionale
della chiesa venne trasformato in cappella funeraria, al
cui interno fu realizzata una grande tomba antropomorfa
cui si accedeva direttamente dalla navata nord della chiesa.
Sulla base di un’analisi congiunta dei dati archeologici
oggi a nostra disposizione, della particolare ubicazione
topografica del promontorio e, soprattutto, di indicazioni
desumibili da fonti storiche di XI e XII secolo, è
possibile proporre l’identificazione dei resti della
chiesa extraurbana di Tuscolo con la chiesa di S. Agata
in cui morì S. Nilo, fondatore dell’abbazia
di Grottaferrata. Fra le fonti storiche che menzionano la
chiesa di S. Agata, la più antica è l’agiografia
stessa di S. Nilo. La “Vita” narra che mentre
i confratelli del Santo si dedicavano alla costruzione del
nuovo monastero a Grottaferrata, lo stesso Nilo trascorse
i suoi ultimi giorni a S. Agata. Nel momento in cui si rese
conto che la morte era ormai vicina, chiese ai religiosi
di trasferirlo all’interno della chiesa, così
da rispettare la consuetudine monastica che prescrive ai
monaci di terminare la vita terrena in un luogo consacrato.
Il 26 settembre del 1004 S. Nilo morì e il giorno
successivo il corpo fu traslato probabilmente presso il
monastero ancora in stato di edificazione. La sepoltura,
per volere di S. Nilo, fu in terra, così da rispettare
il precetto dell’umiltà. L’area su cui
sorge la chiesa extraurbana scavata in questi anni sul Tuscolo
corrisponde per molti aspetti alla località descritta
dalla fonte: il promontorio su cui sorge affaccia infatti
sulla Via Latina, da cui dovette arrivare S. Nilo provenendo
dalla Campania. La chiesa si trova inoltre a metà
strada fra la via Latina e la rocca di Tuscolo, dunque -
come descrive la Vita - lungo il percorso che S. Nilo dovette
percorrere per recarsi a chiedere ospitalità a Gregorio
I, che donò il terreno sito in Grottaferrata per
la realizzazione del monastero. La fonte precisa che Gregorio,
per recarsi a S. Agata, discese dal suo castello. I dati
archeologici raccolti in questi anni offrono una datazione
della prima fase edilizia della chiesa alla seconda metà
del X secolo. Indicazioni più precise relative all’esatta
ubicazione della chiesa di S. Agata provengono da altri
documenti raccolti nel Chronicon cassinese. Decisiva dunque
sarà la campagna 2008.
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