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  ATTUALITA' - GROTTAFERRATA
  a cura della Redazione - Si ringrazia Fabrizio Giusti per la collaborazione
  26/12/2007
 
Il sito potrebbe essere il luogo nel quale San Nilo ha trascorso gli ultimi giorni di vita
 
Chiesa di Sant'Agata al Tuscolo, novità in vista
 
Una nuova campagna di scavi in arrivo per il prossimo anno: un'importante pagina di storia
   
 

NEL 2008 sarà possibile comprendere meglio i rinvenimenti delle recenti campagne di scavo effettuate dall’Escuela Española de Historia y Arqueolgía en Roma-CSIC grazie anche al contributo della Comunità Montana dei Castelli Romani. Le notizie che più incuriosiscono, dopo le anticipazioni degli scorsi giorni pervenute all’indomani della riunione sullo studio di fattibilità del Parco Archeologico del Tuscolo, sono inerenti alla chiesa extraurbana e alla sua area cimiteriale. Dalle ricerche sin qui realizzate, con particolare impegno della dott. Valeria Beolchini, si è accertato che i lavori di ampliamento del XII secolo della chiesa provocarono la distruzione delle tombe situate intorno all’abside, con l’unica eccezione di due inumazioni che si trovavano immediatamente all’esterno dell’abside primitiva, lungo il suo asse principale. Tali sepolture vennero rispettate e su di esse fu in parte costruito l’altare principale della nuova chiesa, segno del particolare prestigio di cui dovevano godere presso la comunità i defunti. Intorno alla nuova abside fu costruito uno pseudo-deambulatorio a carattere funerario, con accesso da nord, entro cui trovarono collocazione nuove sepolture. Una parte dell’antico portico settentrionale della chiesa venne trasformato in cappella funeraria, al cui interno fu realizzata una grande tomba antropomorfa cui si accedeva direttamente dalla navata nord della chiesa. Sulla base di un’analisi congiunta dei dati archeologici oggi a nostra disposizione, della particolare ubicazione topografica del promontorio e, soprattutto, di indicazioni desumibili da fonti storiche di XI e XII secolo, è possibile proporre l’identificazione dei resti della chiesa extraurbana di Tuscolo con la chiesa di S. Agata in cui morì S. Nilo, fondatore dell’abbazia di Grottaferrata. Fra le fonti storiche che menzionano la chiesa di S. Agata, la più antica è l’agiografia stessa di S. Nilo. La “Vita” narra che mentre i confratelli del Santo si dedicavano alla costruzione del nuovo monastero a Grottaferrata, lo stesso Nilo trascorse i suoi ultimi giorni a S. Agata. Nel momento in cui si rese conto che la morte era ormai vicina, chiese ai religiosi di trasferirlo all’interno della chiesa, così da rispettare la consuetudine monastica che prescrive ai monaci di terminare la vita terrena in un luogo consacrato. Il 26 settembre del 1004 S. Nilo morì e il giorno successivo il corpo fu traslato probabilmente presso il monastero ancora in stato di edificazione. La sepoltura, per volere di S. Nilo, fu in terra, così da rispettare il precetto dell’umiltà. L’area su cui sorge la chiesa extraurbana scavata in questi anni sul Tuscolo corrisponde per molti aspetti alla località descritta dalla fonte: il promontorio su cui sorge affaccia infatti sulla Via Latina, da cui dovette arrivare S. Nilo provenendo dalla Campania. La chiesa si trova inoltre a metà strada fra la via Latina e la rocca di Tuscolo, dunque - come descrive la Vita - lungo il percorso che S. Nilo dovette percorrere per recarsi a chiedere ospitalità a Gregorio I, che donò il terreno sito in Grottaferrata per la realizzazione del monastero. La fonte precisa che Gregorio, per recarsi a S. Agata, discese dal suo castello. I dati archeologici raccolti in questi anni offrono una datazione della prima fase edilizia della chiesa alla seconda metà del X secolo. Indicazioni più precise relative all’esatta ubicazione della chiesa di S. Agata provengono da altri documenti raccolti nel Chronicon cassinese. Decisiva dunque sarà la campagna 2008.