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URBANISTICA, fortissimamente urbanistica. Con la sinistra che torna a sparare a zero: nel mirino, stavolta, l’intero consiglio comunale. E’ ancor una volta Luigi Fortini, dalle colonne del mensile vicino alla “Sinistra Arcobaleno”, ad alzare il livello del dibattito politico. Due gli obbiettivi dell’analisi: i consiglieri di maggioranza, accusati di scarsa autonomia nelle scelte, e soprattutto quelli di minoranza in quota al centrosinistra. “In un Consiglio Comunale esistono anche i consiglieri di minoranza che dovrebbero, e anche qui siamo costretti ad usare il condizionale - dice Fortini - rappresentare il controllo e lo stimolo per una politica amministrativa veramente democratica. Purtroppo questo non succede, l’opposizione, a Grottaferrata appare politicamente divisa e paralizzata; abbiamo il ricordo di alcune interrogazioni e soprattutto di mozioni presentate dalla Margherita non appoggiate o non votate dai DS., senza che i cittadini potessero capire i motivi veri di quella spaccatura. Si dirà che questi fatti risalgono a circa un anno fa, peccato che ora la situazione è addirittura peggiorata perché la nascita del Partito Democratico sta provocando, tra consiglieri di opposizione, un’assenza totale di agire politico condiviso; assistiamo al prodigarsi di qualche consigliere che, da solo o con l’appoggio del suo partito di provenienza, cerca vanamente di incidere nella politica cittadina, senza raggiungere risultati apprezzabili”. Le perplessità alimentate dalla sinistra sul Pd, insomma, sono addirittura cresciute col passare dei mesi: “A Grottaferrata il PD – continua Fortini -, per ora, si sta rivelando causa di divisione e di sospetto. La realtà è che stiamo assistendo ad una lotta senza quartiere per raggiungere soltanto posizioni di potere nel futuro organigramma del Partito Democratico”. “La classe politica non comprende soltanto coloro che militano nei partiti, ma anche chi, presentatosi in liste civiche, ha elaborato un programma politico amministrativo e sta amministrando la città. Se l’alternativa allo strapotere dei partiti è rappresentato dai consiglieri della maggioranza e se il massimo della politica che il PD può esprimere si concretizza soltanto in una lotta per il potere, in futuro avremo tanti altri Ghelfi con il loro carico di paternalismo e di demagogia. Questo può piacere ad alcuni o a molti, a noi non piace”. L’attacco è servito.
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