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  ATTUALITA' - FRASCATI
  a cura di Marco Caroni
  29/02/2008
 

Di Tommaso: “Grazie a tutti per il supporto”. Un “anonimo consigliere: “Una pace obbligata”

 

Maggioranza, la quiete dopo la tempesta

 

La revoca delle dimissioni di Posa sembra aver messo a tacere le polemiche

   
 

“UN accordo andava comunque trovato. Non era possibile rischiare le poltrone in un momento politico così delicato”. Un punto di vista questo, espresso da uno dei consiglieri di maggioranza, che sostanzialmente riassume un quadro che, volente o nolente, è tornato (per il momento) più sereno. Di fatto scollinato il triplo strettissimo passaggio dell’intervento urbanistico di Colle Maria, dell’approvazione di Bilancio e, soprattutto, del rimpastino in giunta, per l’amministrazione Posa sembra ormai arrivato il momento di dormire sonni tranquilli. E’ ben evidente che, obtorto collo, la serenità è tornata a regnare in una squadra di governo cittadino che è comunque la lontanissima parente di quella trionfante del 2004. Basterà reggere un solo anno per completare un mandato che è stato comunque seriamente minato dagli eventi degli ultimi mesi. Tra tante tensioni, ad uscirne piuttosto bene è stato comunque l’assessore Stefano Di Tommaso, accreditato di poter essere (almeno in questa fase) il candidato sindaco chiamato a rimpiazzare Franco Posa nel segno della continuità. “Devo ammettere – dice il diretto interessato – che tanta convergenza sul mio nome, anche da parti che sinceramente non credevo potessero supportami, mi ha fatto davvero piacere. E’ andata comunque meglio così”. Su una possibile riproposizione, tra un anno della candidatura a primo cittadino di Frascati, Di Tommaso non si sbilancia. “E’ presto, per il momento incasso quanto ottenuto”. Della serie: meglio un uovo oggi che una gallina domani. Anche perché in seno all’attuale maggioranza (sintetizzabile sotto la sigla del Partito democratico o poco più) il quadro è quanto mai dinamico: cannibalizzante, verrebbe da dire. Il grande risultato ottenuto D’Orazio nelle recenti votazioni per le assemblee cittadine del Pd, ad esempio, non potrà essere ignorato. Così come il parziale flop dei cosiddetti (ex) dissidenti (Peduto, Ciani & Co.) non potrà essere sottovalutato al momento di fare i conti. “Per il bene del centrosinistra si è dovuta trovare una quadratura”. Che poi si tratti più che altro di un rombo, con Posa al vertice superiore e Peduto a quello inferiore, questo poco importa.