| |
OTTANTA, anche cento se non centoventi all’ora, di notte e sui tratti in rettilineo. Via Enrico Fermi, la provinciale del Sincrotrone, è diventata sempre più una reale alternativa all’asfittica viabilità verso Roma costituita per lo più dalla sola via Tuscolana. Asfittica, va detto, anche per le cervellotiche scelte dell’amministrazione comunale. Ebbene: su via Fermi si corre e per quanto se ne dica i risultati si vedono. Solo nell’ultima settimana si sono contati almeno due incidenti che avrebbero potuto avere conseguenze ben peggiori. Nel primo caso lo scontro tra una moto ed un’auto è avvenuto all’intersezione tra via Fermi e l’uscita del nuovo insediamento residenziale appena a valle dello svincolo di via Macchia dello Sterparo: il secondo incidente, solo pochi giorni dopo, a duecento metri dal luogo del primo sinistro. In questo caso a provocare l’incidente è stata proprio l’alta velocità: un furgoncino ha travolto un’auto intenta a svoltare sulla sinistra. Proprio quello dell’alta urbanizzazione della zona è uno dei problemi maggiori: via Fermi, spesso utilizzata come una supestrada, resta arteria di “quartiere”, con numerosissimi incroci a raso e molte inserzioni. Il problema è noto da tempo ma nessun provvedimento è stato finora preso: di notte la strada diventa una silenziosa pista sulla quale soprattutto i centauri sperimentano tenuta e capacità di ripresa dei propri mezzi. Assodata l’impossibilità di installare i dissuasori di velocità, per mettere in sicurezza una strada comunque notevolmente migliorata dopo gli interventi realizzati per il Giubileo (la parte bassa di via Fermi è stata letteralmente disegnata e l’intera strada è stata illuminata) occorre una migliore e più restrittiva segnaletica. E maggiori controlli.
Marco Caroni
|