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“Dopo quanto accaduto a Frascati, è possibile credere ancora nella politica e nei suoi rappresentanti? La risposta è si: credere nella politica è un dovere ed un impegno. Altrimenti il cittadino rischia di allontanarsi dalla politica lasciando l’amministrazione della cosa pubblica nelle mani dei soliti noti”. Roberto Buccione ha pochi rimpianti, zero rimorsi. L’avventura da assessore comunale ai Lavori pubblici è finita, una parentesi si è chiusa, ma impegno e soddisfazioni sono quelli di sempre. “Le motivazioni della mia sostituzione? Diciamo che negli ultimi mesi non c’era più massima condivisione di vedute col resto dell’amministrazione”. La pietra dello “scandalo” era stato, in dicembre, il rifiuto a rimettere la delega: un passaggio evidentemente decisivo che, alla luce di quanto accaduto, ha finito col decretare la fine dell’esperienza nella Giunta Posa. Ma Roberto Buccione, sostituito ai Lavori pubblici da Paoletti, lascia una pesante eredità: “Centoventi opere pubbliche, senza contare l’ordinaria manutenzione. Abbiamo lavorato sodo, sul fronte del risanamento ambientale, dalla raccolta delle acque reflue, della pubblica illuminazione. Come dimenticare il grande lavoro svolto nelle periferie e nelle scuole?”. L’ex assessore, recentemente in “campo” anche per l’elezione delle costituenti del Partito democratico, guarda avanti. “Sono estremamente fiducioso in questa nuova generazione politica che sta crescendo. Sarebbe uno sbaglio mollare quando accadono cose come quelle viste negli ultimi due mesi a Frascati. Riflessione ed impegno: sono queste le carte che i cittadini, i giovani e chi si impegna in prima persona può giocare sul fronte della politica. Rinunciare significa lasciare spazio libero alle solite facce, al solito modo di fare la politica”. L’ultima battuta è proprio per quella delega che, contrariamente a quanto fatto dai colleghi, Buccione non ha voluto rimettere nelle mani di Posa quando il sindaco, un mese prima di presentare le proprie dimissioni (poi revocate) aveva sollecitato un’alzata di scudi da parte dei suoi: “C’era un impegno amministrativo verso la città e i cittadini da rispettare”, commenta secco. Si volta pagina: dopo otto anni e mezzo a palazzo Marconi, Buccione guarda oltre.
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