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  ATTUALITA' - FRASCATI
  a cura della Redazione
  13/02/2008
  Sconfitta la “fazione dissidente”: deciderà il Consiglio del 18 febbraio
 

In 2400 per il Pd, trionfa la Posa band

 

Uno scontro “fratricida”: il sindaco rivaluta le dimissioni?

   
 

IL Pd? Un successo, a vedere i numeri. Massiccia partecipazione al voto per l’elezione dei 30 componenti (15 uomini e 15 donne, in perfetto stile Pd) del direttivo del Circolo del Partito Democratico e dei 21 delegati all’Assemblea provinciale. Sono stati infatti oltre 2400 i soci fondatori del PD che, dopo aver pagato una quota minima di 5 euro per ottenere il certificato elettorale, si sono presentati fin dal mattino di domenica alle 8 (seggi aperti fino alle 21) al seggio allestito in un grande gazebo a Piazza San Pietro per esprimere la preferenza per un candidato e una candidata sulla scheda bianca (per il direttivo del Circolo locale) e sulla scheda verde (per l’Assemblea provinciale). Una votazione paragonabile alla sfida all’ok corral, che ha riguardato le due “anime” del PD frascatano in lotta per il controllo del partito e la gestione delle dinamiche politiche e che ha portato alla crisi della maggioranza e alle conseguenti dimissioni del sindaco Franco Posa. E il clima di “celata” tensione che si respirava domenica testimoniava l’alta posta in palio: il primato di una o dell’altra “fazione”. Alla fine a prevalere è stata la corrente posiana che è riuscita ad eleggere 13 componenti del direttivo, più 5 di area ex Ds facente riferimento a Giancarlo Marcotulli, notoriamente fedelissima all’amministrazione Posa. Mentre la componete “critica” che fa capo ai consiglieri Peduto, Paoletti , Ciani, Corazza, Pacifici e Vittorini è riuscita ad eleggerne solo e due, infine, sono gli eletti che fanno riferimento all’area ecologista di Giancarlo Giombetti . Insomma, una resa dei conti in tutto e per tutto, condita da scambi di accuse, veleni e commenti durissimi. Ora che si è definito l’organigramma del partito che eleggerà il segretario del PD frascatano si ricombatteranno le due componenti del partito? E il sindaco che deciderà in merito alle sue dimissioni? I termini per la revoca scadono il 21 e ora forte del risultato che la sua componente ha ottenuto potrebbe prendere le decisioni che medita da tempo, sapendo che l’altra parte potrebbe addivenire a più miti concessioni e quindi fare un rimpasto in Giunta con al sostituzione di un paio di assessori e magari, anche della presidente del Consiglio Pacifici, approvare senza problemi il bilancio e i punti riguardanti l’urbanistica, compreso il piano di attuazione del Programma integrato di Grotte Portella che tanto ha fatto discutere. Il Consiglio comunale è convocato per il prossimo 18 febbraio. Solo allora si vedrà se il gran manovratore sarà in grado di amministrare “tranquillamente” fino alla fine del suo mandato oppure le condizioni rimarranno le stesse, per cui le dimissioni non potranno che essere irrevocabili.