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DISCARICHE a cielo aperto, tolleranza zero. Peccato che però sul fronte ambientale l’agonia del Consorzio Gaia limiti fortemente qualità e quantità degli interventi. E’ stata dunque bonificata nei giorni scorsi via S.S Apostoli, una strada periferica sterrata che era stata trasformata in un discarica con rifiuti di ogni tipo. Per impedire ai camion di scaricare, inoltre, in attesa dell’asfaltatura della strada (intervento previsto nel Piano triennale delle Opere Pubbliche), sono stati posti dissuasori. “Questa era una strada non transitabile e i rifiuti erano diventati il suo manto di copertura. Era la più grande discarica del Comune”, commenta il nuovo assessore all’Ambiente Tommaso Mascherucci. L’intervento è stato eseguito dal Gaia e da una ditta specializzata nella raccolta dei rifiuti speciali. “Inoltre – aggiunge l’assessore – è stata fatta comunicazione alla Asl, e come prevede il protocollo, la ditta in questione dovrà provvedere ad effettuare l’analisi del materiale in eternit depositato che, entro 30 giorni dovrà essere rimosso o anche prima se considerato tossico La mentalità dell’amministrazione è quella di agire per eliminare le discariche e impedire che il giorno dopo ne sorgano altre. Facciamo, comunque appello al senso civico dei privati, nel caso debbano disfarsi di materiale in amianto di rivolgersi all’Ufficio Ambiente per far intervenire le ditte autorizzate per lo smontaggio dello stesso”. In merito alla crisi in cui continua inesorabilmente a versare il Gaia, Mascherucci è secco: “Abbiamo aderito al piano industriale del Consorzio chiedendo, al contempo che ci vengano fornite garanzie sull’efficienza del servizio, altrimenti saremo costretti a prendere altre decisioni. Se, infatti da parte delle maestranze del Gaia c’è tutta la disponibilità a fronteggiare determinate situazioni, gli aspetti più carenti vanno, invece riferiti agli strumenti e agli automezzi per operare”. L’emergenza si estende dunque ad un parco automezzi ed attrezzature che sta andando letteralmente in malora: “Le maggiori carenze – spiega Carlo Gioia del Servizi Ambientali – si riscontrano nel Gaia Verde. C’è ad esempio un leccio di Villa Torlonia, a Frascati, che deve essere abbattuto perché pericolante, e quindi con un problema per la pubblica incolumità, un intervento che non si può fare perché il Gaia ha il cestello rotto. Abbiamo sospeso la potatura degli alberi sempre per la stessa ragione. Altri interventi urgenti come il taglio dell’erba non possono essere effettuati perché manca il trattore. Gli operatori devono essere messi in grado di operare”, conclude sconsolato il responsabile dei Servizi Ambientali. |