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  ATTUALITA' - FRASCATI
  a cura dI Marco Caroni
  11/01/2007
 

Raddoppiare il costo orario nel cuore cittadino ed alleggerire i parcometri in “periferia”

 

Parcheggi e viabilità, ecco come ridare fiato al centro

 

Urgono ritariffazione e incentivazioni (anche tecnologiche) per chi lascia l’auto lontano

   
 

MENTRE il piano di ripavimentazione procede e i parcheggi liberi continuano a diminuire (vedi il caso di via Principe Amedeo), sembrano a buon punto i lavori per la realizzazione del nuovo parcheggio coperto di via Angelo Celli. Ma i posti a disposizione non bastano: non solo, quello che appare evidente è che occorre una ridistribuzione delle tariffe e dei posti a pagamento. Per intenderci: mantenere una identica tariffa, ad esempio, per la centralissima piazza San Pietro e via Annibal Caro (i vialoni) non ha molto senso, soprattutto nei giorni feriali. Gli avventori dei negozi del centro infatti, consapevoli del fatto che alcune aree sono ancora a sosta libera (come gran parte di Frascati alta e lo stesso corso Italia), intasano il centro storico alla disperata ricerca di uno stallo bianco o, comunque, di un posto di fronte al negozio preferito. Perché, dunque, non scoraggiare la sosta in centro e favorire ulteriormente quella nelle immediate vicinanze? Se, insomma, la differenziazione attuata con grande successo qualche anno fa tra la zona centrale e quella più periferica ha dato i suoi frutti, si può fare di più. Ecco quindi una proposta “scandalosa”: tariffe da 2 euro l’ora entro la cinta di Frascati vecchia (che comprende le varie piazza San Pietro, piazza del Gesù, piazza del Mercato e stradine collegate) e qualche piccola rettifica e ritoccatina nelle altre zone. Puntando comunque forte sull’ipotesi di facilitare gli spostamenti a chi contribuisce a decongestionare il centro lasciando l’auto nell’area sosta della stazione o ancora più distante. Perché non riproporre quell’idea di scale mobili che dallo scalo ferroviario conducono fino alla soprastante (e non certo distante) passeggiata? Non fantascienza, certo: trattasi di semplice lungimiranza e di un pizzico segno di progresso. Altrimenti sostenere, ad esempio, che l’Italia sia ancora tra le nazioni più ricche ed evolute del pianeta, diventa difficile davvero.