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'UNA campagna complessa e faticosa che non avevamo alcuna intenzione di intraprendere: torniamo alle urne dopo meno di due anni con una legge elettorale che non consente alcuna garanzia di governabilità e che inoltre – e soprattutto – non riconosce ai cittadini il diritto di scegliere il proprio candidato'. Luigi Zanda, senatore uscente del Pd e ricandidato a palazzo Madama per il collegio Lazio, va dritto al cuore di un passaggio politico delicato e probabilmente decisivo sotto molti punti di vista. 'La responsabilità di questa legge – aggiunge – ricadrà esclusivamente su chi l’ha voluta per non far governare il centrosinistra. Sono convinto che gli elettori puniranno il centrodestra: il Pdl avrà delle brutte sorprese al momento della conta dei voti. Gli italiani hanno anche ben compreso l’errore compiuto nel momento di negare la collaborazione al governo Marini'. Il varo di una nuova legge elettorale è dunque prioritario. 'Qualunque sarà l’esito delle urne – conferma il senatore -, il Pd farà di tutto per cambiare una disciplina inaccettabile'. Quindi uno sguardo al locale, prima da un punto di vista politico e quindi programmatico ed amministrativo. La voce di Luigi Zanda si era alzata forte un paio di mesi fa quando dopo le dimissioni di Franco Posa il parlamentare, insieme a Nicola Zingaretti, richiamò alla responsabilità il Pd di Frascati. 'Considero Posa – spiega infatti Zanda – un dirigente politico molto capace al quale il Pd deve un doppio importante successo politico. Non era quello il momento di far mancare continuità legislativa: le incomprensioni in famiglia fanno parte dell’iter di governo ma non possono e non devono mai portare alla caduta di una Giunta. Quello di Posa, di Annamaria Pacifici (l’ex presidente del Consiglio comunale di Frascati, ndr) e di tutto il Pd è stato un gesto di grande responsabilità'. Poi i Castelli romani: prima priorità la mobilità. 'E’ indispensabile rendere i collegamenti tra Roma ed il suo hinterland efficienti e competitivi. Non ci sono altre vie percorribili se non quella di un rilancio definitivo del trasporto su ferro. Nel momento in cui sarà completata la rete Tav sarà possibile liberare la rete: in quel momento sarà indispensabile farsi trovare pronti per sfruttare l’occasione. Adeguando la rete ferroviaria con nuove sottostazioni di conversione, con sottopassi, col raddoppio dei binari, con tutti quegli interventi infrastrutturali che, insomma, sparanno adeguare la rete a quelle che sono le reali esigenze dell’utenza'. L’ultima legge Finanziaria ha destinato al Trasporto pubblico locale importanti risorse, ma sarà indispensabile garantire continuità di erogazioni in un settore strategico come questo. 'Il Governo Prodi – dice ancora il senatore del Pd – ha dato moltissimo (oltre 1800 milioni, ndr) alle Ferrovie per permettere di risanare un bilancio in forte deficit. Le ferrovie devono ora garantire molto al Tpl e questa a livello strategico deve essere una priorità assoluta'. Capitolo Urbanistica: l’approvazione del nuovo Piano regolatore generale di Roma impone scelte forti anche ai Comuni di prossimità. 'Rutelli e Zingaretti hanno collaborato nella stesura del nuovo Prg capitolino e questo rappresenta la miglior garanzia di integrazione tra la carte delle certezze romana e quelle degli altri Comuni'. Sembra insomma essere arrivato il momento di rispolverare la “vecchia” cara città metropolitana: 'La soluzione istituzionale ideale per risolvere una volta per tutte il dualismo tra la metropoli e il suo hinterland. Una risposta (peraltro prevista dalla Costituzione, ndr) alle necessità del territorio'. In ultimo uno sguardo al voto amministrativo di Velletri. 'La città – conclude – è destinata ad un grande salto di qualità con un sindaco di centrosinistra: anche Velletri, dopo aprile, potrà quindi entrare in un sistema di uniformità politica che le garantirà il rilancio'. Ad una settimana dal voto c’è ancora molto da fare.
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