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  ATTUALITA' - FRASCATI
  a cura di Marco Caroni
  02/02/2008
 

Risolta la lunga crisi: c’è tempo fino al 21 per una revoca. Si pensa però già al Bilancio che dovrebbe approdare in aula il 16: conti in rosso? E sulla scelta del primo cittadino, i commenti di Ponzo e Ciani: “Una decisione che ci coglie di sorpresa, apparentemente immotivata”. Anche An affonda il colpo: “Signori, staccate la spina”.

 

Posa si dimette. Terremoto politico a palazzo Marconi

 

Il testamento del sindaco: “Una scelta dettata dall’intransigenza di alcune forze politiche”. Si torna alle urne.

   
 

POSA si è dimesso. Era nell’aria da settimane, da quell’infuocato dicembre 2007. Da quella discussione sull’urbanistica di Grotte Maria che, di fatto, ha spaccato la maggioranza. Franco Posa, sindaco di Frascati, ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica di primo cittadino venerdì scorso, 1 febbrario. “La decisone - scrive Posa nella lettera in cui annuncia le dimissioni - è dettata dalla mancata disponibilità di alcune componenti consiliari a condividere responsabilità dirette di governo, come richiesto più volte dal sindaco. Ai formali attestati di riconoscimento del buon governo della Città non ha mai fato riscontro una sincera volontà di impegno, anzi vi sono stati comportamenti, come il reiterato abbandono di sedute del Consiglio comunale, che attestano la scarsa volontà nel risolvere i veri problemi dei cittadini. Ciò è stato aggravato dall’incomprensibile comportamento del presidente del Consiglio comunale (Anna Maria Pacifici, ndr) che più volte ha dimostrato di non essere “super partes”. Per queste ragioni - aggiunge Posa - ritengo concluso il tempo del confronto, evitando così ulteriori problemi alla Città. Malgrado le difficoltà con le quali abbiamo convissuto in questa ultima fase l’amministrazione non si è mai fermata, proseguendo il grande lavoro avviato in queste stagioni. Così come per oltre sei mesi ho sollecitato tutte le forze del centrosinistra a rimanere coese e solidali per proseguire il buon governo della Città. Ora saranno gli altri a dover motivare il loro comportamento, se ne hanno voglia. Non si può continuare con l’ipocrisia parlando di “poltrone”. Forse quelle del presidente del consiglio o di enti sovra comunali non sono sempre “poltrone”? Non ho preso la decisone di dimettermi prima perchè se lo avessi fatto avremmo avuto da tempo il commissario prefettizio e non si sarebbero portate a termine le opere prefissate. Voglio, in ogni caso, esprimere gratitudine nei confronti delle donne e degli uomini di Frascati e di quanti, con costanza, lealtà ed anche contributi critici, hanno inteso sostenere l’impegno dell’amministrazione comunale, partecipando all’assunzione di importanti scelte per il governo del territorio e per tutto il suo sviluppo. Così come ringrazio dirigenti e personale degli uffici comunali, per la preziosa opera di collaborazione, e quei consiglieri di maggioranza e di opposizione – conclude il sindaco dimissionario - che lealmente hanno partecipato alla crescita della città, distinguendosi da chi, non impegnandosi per Frascati, ha agito soltanto per rancore. In questi giorni continuerò, comunque, il consueto impegno per la soluzione dei problemi e, come consigliere provinciale, per rappresentare affrontare le tematiche più ampie del territorio”. Una scelta, come detto, che il sindaco ha ponderato e maturato nel corso di questi ultimi due mesi. Una decisione resa inevitabile dal muro contro muro in cui le due anime del Partito democratico cittadino, il Pd-l’Ulivo (facente riferimento ai vari Peduto, Ciani & C.) e il Pd-L’Unione (i posiani), si sono impuntati a partire dal 14 ottobre (Primarie del Pd) e poi ancor più nell’infuocato dibattito su Grotte Maria. Posa ha tempo fino al 21 febbraio per revocare le proprie dimissioni ma appare abbastanza evidente che sarà quasi impossibile per il sindaco tornare sui propri passi. Intanto martedì 5 la riunione dei capigruppo dovrà decidere della convocazione del prossimo Consiglio comunale, previsto plausibilmente per il 16 febbraio. Un passaggio strettissimo e delicato, considerato che in Aula dovrà arrivare il Bilancio di previsione 2008. In molti sono pronti a giurare che le casse comunali siano in rosso, con un forte disavanzo, ancora evidentemente da quantificare. Nel mirino anche la situazione debiti/crediti con la Sts, la multiservizi di Frascati cje, tra le altre cose, gestisce i parcheggi a pagamento della cittadina tuscolana. A margine di una fase politica particolarmente delicata, si segnalano le prese di posizione di due che in questi mesi si sono dati molto da fare per animare la politica cittadina. Il primo è Carlo Umberto Ponzo, ex sindaco di Rocca di Papa ed attuale consigliere regionale del Partito democratico. “Trovo incomprensibili le dimissioni del sindaco di Frascati, Franco Posa. Non mi risulta che siano mai state avanzate richieste di assessorati od incarichi da parte di consiglieri del Pd. E non credo che l'offerta di poltrone sia un metodo condivisibile per la risoluzione dei problemi politici. Né tantomeno che siano mai state poste questioni politiche sull'azione amministrativa. Mi risulta invece che, dopo un sereno confronto programmatico di maggioranza durato tre giorni, sia stata avanzata la proposta di un programma di fine mandato costituito da alcuni punti da concordare e condividere e sui quali impegnare politicamente la maggioranza. Credo che questo sia il corretto metodo di comportamento per chi si ispira ai valori del centrosinistra. Francamente, non riesco a comprendere questo strano gesto di Franco Posa, che crea motivo di forte imbarazzo al Partito Democratico e danneggia la Città di Frascati che ha bisogno di essere amministrata dal suo sindaco, dai suoi assessori e dai suoi consiglieri. Auspico dunque che queste dimissioni rientrino al più presto e si torni rapidamente a discutere delle cose da fare, per il bene di Frascati e dei suoi cittadini”. A fare eco a Ponzo è proprio Massimo Ciani, uno dei “dissidenti”. “Le dimissioni del sindaco Franco Posa mi addolorano profondamente”, dice l’ex assessore al Commercio e Turismo ed attuale consigliere del Pd. “Non le capisco ed anzi le trovo alquanto misteriose. La Città di Frascati, il centrosinistra ed il Partito Democratico non meritavano questo gesto inspiegabile. Quali sono le ragioni che hanno provocato una scelta così grave che danneggia fortemente l'immagine del nascente Partito Democratico? Questo sarebbe stato invece il momento di rimboccarsi le maniche ed affrontare i problemi veri, come quelli del bilancio che presenta una forte esposizione di cassa di oltre dieci milioni di euro. Ci aspettavamo di discutere in modo approfondito il bilancio 2008 ed invece sono arrivate come un fulmine a ciel sereno le dimissioni. Ormai il dado è tratto e quindi dobbiamo capire come se ne esce. Credo che i nostri autorevoli esponenti sovracomunali abbiano ragione a sollecitare il senso di responsabilità di chi è maggiormente impegnato con ruoli di prestigio nelle istituzioni e nel partito. L'invito non può che essere rivolto in primis a Franco Posa, sindaco di Frascati, consigliere alla Provincia di Roma e membro del consiglio di amministrazione di Cinecittà Holding. E’ lui dunque che deve indicare al centrosinistra la strada per uscire dal vicolo cieco nel quale ha condotto la maggioranza. Sicuramente troverà ascolto e disponibilità, ad una unica condizione: che si parli di Politica Alta, con la P maiuscola. Quella Politica che consente di camminare sempre a testa alta”. Ed anche dalla minoranza, con un duro attacco in un manifesto di Alleanza nazionale, piovono strali. “Signori, è probabilmente giunto il momento di staccare la spina”.