| |
UNA volta era uno dei (tanti) vanti delle ricchezze frascatane: oggi è un parco pubblico che, per quanto si cerchi di fare, non riesce a superare indenne gli assalti dei vandali e degli writers. Villa Torlonia resta comunque un patrimonio della comunità frascatana: trasformati in parco pubblico da ormai diversi decenni, i giardini di quella che è stata una delle ville più fastose dell’area tuscolana (l’edificio originario è andato però distrutto nel corso dei bombardamenti alleati del 1943) assistono quasi impotenti ogni notte alla solita aggressione a tutto sassi, bombolette e sfregi vari. Il teatro delle acque, uno degli esempi più illuminati della capacità scenica degli architetti italiani del ‘700, è stato a lungo il più bello del mondo: di tanto fasto, di tanta bellezza però oggi non si riesce a scorgere che le vestigia. Nonostante gli interventi di restauro e di ristrutturazione che ciclicamente interessano l’area verde, non senza grande dispendio di risorse pubbliche, il parco soprattutto d’estate resta alla mercè dei vandali. Come a dire che gli interventi sul fronte della sicurezza e della tutela non sono sufficienti. Se appare oggettivamente difficile la realizzazione di un servizio di ronde notturno, l’installazione di cancelli e di nuove reti di recinzione potrebbe senza dubbio aiutare. Soprattutto se a questo si unisse la realizzazione di un sistema di telecamere a circuito chiuso e a registrazione continua: interventi volti non solo alla tutela dei beni architettonici ed ambientali, ma anche alla sicurezza dei tanti che frequentano la villa anche dopo il tramonto. Multe salate poi per gli eroi della bomboletta: writers da strapazzo che per il vezzo di firmare questo o quel muro si disinteressano del bene comune e nel più completo spregio delle istituzioni danneggiano ed imbrattano. Perché non intensificare i controlli pur nella cronica carenza di uomini e mezzi che caratterizza le forze dell’ordine e la polizia municipale in particolare?
|