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ANTENNE, ci risiamo. Un traliccio di oltre 20 metri di altezza è entrato a far parte del “paesaggio” dell’area della stazione ferroviaria, , proprio di fronte allo storico Palazzo Moroni. Si tratta di un’antenna di telefonia mobile realizzata con un accordo tra le FS e i gestori di telefonia e utilizzata per il servizio delle FS., malvista da molti residenti nella zona, preoccupati per le conseguenze che tale impianto potrebbe arrecare alla salute e per il forte impatto ambientale che provoca. I cittadini, si sono mobilitati e, attraverso un comitato appositamente costituito, intendono sensibilizzare sulla questione i rappresentanti politici del territorio e gli amministratori. Si domandano se la struttura sia munita di tutte le necessarie autorizzazioni e si dicono meravigliati del fatto che nessun Ente (Comune, FS, Comunità Montana) abbia sentito il dovere di informare la cittadinanza di quanto si stava realizzando. Il comitato anti antenna ha altresì interessato alcuni ricercatori dell’INFN per una verifica dei campi magnetici. Contemporaneamente sono state convocate le assemblee condominali. “Ci dispiace rilevare- dice un residente – come in un’epoca di particolare sensibilizzazione sulla nocività delle onde elettromagnetiche, “nessuno” si sia interessato della struttura e “nessuno” di quelli sempre attenti alle brutture che la modernità impone al nostro martoriato territorio, abbia levato la più flebile voce per denunciare un obbrobrio paesaggistico”. Insomma, la presenza della struttura sta creando timori in questi cittadini che intendono vederci chiaro sull’istallazione dell’ antenna , su come e chi abbia fornito le autorizzazione e perché per la sua ubicazione non sia tenuto conto che esiste un Piano delle antenne, approvato dal Consiglio Comunale a cui si deve fare riferimento. “Non sono stato mai messo a conoscenza della realizzazione di questo impianto- fa sapere l’assessore all’Ambiente Roberto Angelantoni - Mi sono accorto casualmente del traliccio. E’ una bruttura che andava discussa in seno di Regolamento del Piano delle Antenne. Sono comunque gli uffici che dovrebbero far rispettare le ordinanze e i regolamenti ed informare gli assessori competenti, cosa che non è stata fatta. Con un po’ di buona volontà l’impianto si sarebbe potuto ubicare diversamente e sarebbe stato, certamente, più tollerato”. Angelantoni sottolinea, inoltre, di aver tempestivamente informato il sindaco e la Giunta: ma “a recinto dei buoi già aperto”.
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