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27 gennaio: come spiegare la shoah ai bambini?

26-01-2015

VITA DI MAMMA (Genitorialità) - Domani, 27 gennaio 2015, ricorreranno i 70 anni dal giorno in cui le truppe Russe varcarono le porte del campo di concentramento di Auschwitz. La giornata della memoria, è celebrata in tutto il mondo come l' occasione per ricordare i milioni di ebrei uccisi, di ogni età e di ogni ceto sociale, condannati a vivere in condizioni disumane e uccisi barbaramente nei campi di sterminio.

Non è facile per un genitore, avvicinare i propri figli allla conoscenza e al ricordo di tali crudeltà. Noi tutti, nel nostro immaginario colletivo di adulti, pensiamo alla Shoah, ovvero il programmatico sterminio delle popolazioni ebraiche (ma non solo) da parte dei soldati nazisti, come l'apice del baratro in cui l'uomo è caduto. Purtoppo, non è stato il solo. Ma sicuramente il più grande per numero di vittime.

Eppure, come genitori, nonostante non comprendiamo come la razza umana sia riuscita a concepire e ad arrivare a tanta crudeltà, siamo tenuti a parlarne con i nostri figli, a spiegare loro, qualcosa che è dovere di ogni essere umano conoscere.

Ma come spiegare la Shoah ai bambini? Quali parole usare?

Confesso di aver in passato volutamente evitato l'argomento con i miei figli (di cui due frequentano adesso la scuola Primaria) . Ma ora, credo sia il momento di parlarne e rifletterci insieme.

Sia per rispetto delle persone morte, sia perchè solo attraverso la memoria di questi fatti i nostri figli potranno battersi per evitare che questo possa accadere di nuovo. Come diceva Primo Levi:

Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario.”

Mi fa piacere quindi condividere le mie riflessioni sull'argomento e ciò che ho pensato essere l'approccio più adatto per parlare della Shoah ai nostri figli. Spero che possiate anche voi trarre qualche spunto che potrete applicare alla vostra famiglia.

  • Piccoli passi alla volta: abbiamo cominciato a introdurre questi argomenti quando è capitata l'occasione, già diverso tempo fa. Senza entrare in particolari, i nostri figli hanno appreso che molte persone di religione ebraica sono morte in passato a causa del Nazismo in Europa e del Fascismo in Italia. Questo ha stimolato in loro molte domande. E queste hanno guidato le nostre risposte. Ciò mi introduce alla prossima riflessione.

  • Rispondere alle domande con semplicità e brevità: mi rendo conto che spesso le loro domande sono più dirette a trovare risposte rassicuranti che a conoscere i reali dettagli degli eventi storici. Cerchiamo di rispondere ogni volta esaltando la diversità della situazione odierna da quella di allora.

  • Avere fiducia nella capacità di ripresa dei bambini: personalmente è il punto più dolente, per me. Come genitore, non posso tenere lontano in eterno i figli dalla possibilità della sofferenza e dal dolore. I bambini hanno una capacità maggiore di noi adulti di elaborare e superare questi scogli emotivi, perchè naturalmente propensi a vivere il presente.

  • Spiegare ai bambini che, nonostante il Male, c'è sempre la Speranza, la Fede ed il Bene. Nei bambini è molto forte questa dicotomia tra bene e male e accompagnarli nella memoria di quegli orribili fatti, può essere un modo per rafforzare ancora di più in loro la necessità del fare del Bene, così come è scritto nella Bibbia e nei Vangeli, per noi tutti e per il nsotro futuro.

  • Essere esempio di tolleranza e di accoglienza della diversità: nulla fa più la differenza che metter in pratica per primi ciò che predichiamo. I nostri figli ci osservano e ci emulano. Se saremo tolleranti e amorevoli verso il prossimo, nelle nostre innumerevoli occasioni quotidiane, non c'è altro insegnamento più valido di questo.

  • Leggere libri o vedere film sull' argomento adatti alla loro età. Le librerie e internet sono colmi di bibliografie e filmografie a cui attingere. L'importante è assicurarsi di rendersi sempre disponibili per rispondere alle loro domande, sciogliere i loro dubbi e rassicurarli della nostra presenza.

 

 



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