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Grottaferrata: ''5 sabati in Abbazia'', successo per la conferenza di presentazione

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GROTTAFERRATA - Un ciclo di incontri pubblici sulla storia, l'arte e la spiritualità dell'Abbazia di San Nilo a Grottaferrata 

Il millenario monastero esarchico di S. Maria di Grottaferrata – comunemente noto come Abbazia di San Nilo, dal nome del monaco calabrese San Nilo di Rossano, che l’ha fondata, nel 1004 - é un unicum nel mondo occidentale. E’, infatti, l’unico monastero cattolico di rito italo-bizantino tuttora esistente, dei tanti che nel medioevo erano diffusi nell’Italia meridionale, per secoli soggetta all’impero di Costantinopoli.

Oggi il complesso dell’Abbazia è Monumento Nazionale ed è sede di una ricca Biblioteca Statale, dove sono conservati preziosi manoscritti dell’epoca di S. Nilo, antichi volumi ed incunaboli, e dove è attivo un laboratorio di restauro del libro antico. Nell’Abbazia ha sede anche un Museo archeologico, che custodisce importanti reperti provenienti dall’area tuscolana, raccolti nei secoli dai monaci di S. Nilo, affreschi di grande rilievo storico-artistico e parti della chiesa primitiva, ma è chiuso da circa 15 anni.

Ricca di bellezze artistiche, storiche, documentarie e spirituali, note a studiosi provenienti da ogni parte del mondo, l’Abbazia di S. Nilo merita di essere conosciuta ai più, al di là del turismo occasionale e degli studi specialistici, pure numerosi e di grande rilievo storico e scientifico.

Venerdì scorso, P. Michel Van Parys, Abate dell’Abbazia di S. Nilo, e il dr. Franco Portelli, presidente del Centro Socio Culturale di Grottaferrata, hanno presentato, nella sede di quest’ultimo, un ciclo di 5 incontri pubblici, intitolato “5 Sabati in Abbazia”, condotti da relatori di grande rilievo internazionale, sulla storia, l’arte e la spiritualità del monastero millenario di S. Nilo, che avranno luogo nella sala conferenze della Biblioteca Statale del monumento nazionale di Grottaferrata, tutti con inizio alle 10,30 e ad ingresso libero.

Si inizia sabato 21 febbraio, con un argomento di grande attualità: "Medio Oriente senza Cristiani? Alcune considerazioni su un rischio reale", condotto dal Dott. Riccardo Cristiano, noto vaticanista del giornale Radio Rai, il quale parlerà della attuale, tragica, situazione dei cristiani in Siria ed in Iraq e in generale nel medio oriente si rende concreta la prospettiva di un Medio Oriente scristianizzato, a causa di persecuzioni, massacri e migrazioni forzate.

Nel secondo appuntamento, sabato 28 marzo, P. Michel Van Parys parlerà della figura di S. Basilio e della sua influenza sulla vita monastica di cui è riconosciuto come il maestro spirituale non solo in Orientale ma anche occidentale, d cui è riconosciuto come il padre del monachesimo oriente ma anche in Occidente.

Nel terzo appuntamento, sabato 25 aprile, il Prof. Stefano Parenti, docente presso il Pontificio Ateneo S. Anselmo (Roma) traccerà un quadro storico della vita del monastero di S. Maria di Grottaferrrata nel medioevo, un periodo in cui si svolgono importanti e travagliate vicende della comunità criptense e dei monaci niliani.

Nel quarto appuntamento, sabato 23 maggio, il Prof. Christian Hannick, docente presso l'Università di Wuerzburg e probabilmente la massima autorità mondiale nel campo degli studi sulla musica bizantina, illustrerà l’importanza dei manoscritti di Grottaferrata per lo studio della melurgia bizantina.

Nel quinto e ultimo incontro in programma, sabato 13 giugno, sarà con il Prof. Enrico Morini, docente di storia del cristianesimo presso l'Alma Mater Studiorum, l'Università di Bologna, e avrà per tema: "Il Monachesimo italo-bizantino e S. Nilo da Rossano": sarà illustrato, nel quadro più generale della storia del monachesimo di area e di spiritualità italo-bizantina, il ruolo e l'insegnamento di San Nilo, fondatore ed ispiratore di vari monasteri, prima di arrivare e morire, nel 1004, a Tuscolo, l’antica città poi distrutta dai Romani nel 1191.

La vita di S. Nilo, famoso già in vita per la sua santità e umiltà, é raccontata nel celebre "Bios", prezioso manoscritto custodito nella Biblioteca Statale del Monumento Nazionale di Grottaferrata.

 

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