Albalonga calcio (serie D), Panini e la finale di Coppa Italia: «Su chi punto? Sul nostro collettivo»

ALBANO - E’ cominciato il countdown. L’appuntamento con la storia per l’Albalonga arriverà sabato alle ore 16,30 presso il campo “Gino Bozzi” di Firenze. Di fronte i piemontesi del Chieri, in palio la Coppa Italia di serie D. Un lungo percorso cominciato a settembre e che ora è a un passo dall’essere completato, un evento che coinvolgerà una città intera (diversi i pullman di tifosi al seguito della squadra, ci sarà anche il primo cittadino di Albano) e una gara che dovrà sublimare gli sforzi fatti in tantissimi di lavoro dal presidente Bruno Camerini e dal suo staff.

«La tensione inizierà a farsi sentire col passare delle ore – dice il capitano dell’Albalonga Manuel Panini – Sappiamo benissimo che questo genere di partite non capita spesso di giocarle e che l’obiettivo è storico per l’Albalonga. Di fronte avremo una squadra costruita per fare un torneo importante anche se poi non hanno avuto le soddisfazioni sperate almeno in campionato, una compagine che da quello che abbiamo visto ama giocare a calcio e ha nel reparto avanzato il punto di forza. Tra l’altro pare che il loro attaccante brasiliano sia ormai a un passo dall’essere prelevato dal Carpi. Ma anche noi abbiamo le nostre carte da giocarci… Comunque nelle gare “secche” i valori spesso si appiattiscono e a vincere è sempre chi sbaglia di meno». Impossibile strappare al capitano e difensore centrale classe 1983 un nome sul possibile “man of the match” dell’Albalonga. «Credo che nel calcio il collettivo sia sempre alla base dei successi di ogni squadra. E, comunque, senza fare nomi, credo che nel nostro reparto offensivo ci siano tanti giocatori in grado di fare la differenza». Panini ha un importante passato tra i professionisti, ma si dice convinto di “emozionarsi” al momento di entrare in campo per conquistare questa Coppa. «Se non fosse così bisognerebbe guardarsi allo specchio e farsi alcune domande. Ho giocato diverse partite importanti in carriera, tra tutte ricordo un play off a Taranto in cui sfidammo l’Avellino per conquistare la serie B davanti a 30mila tifosi. Ma io continuo ad emozionarmi anche per dei tornei di calcetto con gli amici, figuriamoci per gare di questo tipo».

 

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