Rocca di Papa: dividi et circenses. Il "verbo" di Crestini, gli imbarazzi delle minoranze. I commercianti sulla via di Damasco

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ROCCA DI PAPA (attualità) - L'oggettivamente bell'evento di sabato racchiude in sé tutti i paradossi di questa difficile fase cittadina: sul piano sociale e su quello politico e amministrativo

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"Ecco il nostro "Divide et Impera"! Che emozione vedere tanta gente".

Il verbo è del sindaco pro tempore Emanuele Crestini che sorvola sulle cose molto più serie, si aggrappa all'ennesimo spettacolo - cui partecipa con genuina passione tanta brava gente - e, abbassando ulteriormente la qualità del dibattito politico-amministrativo, condivide sulla propria pagina Facebook il proprio pensiero. Carico di sarcasmo.

Il "Dividi et impera", è verissimo, funziona alla meraviglia così come il "Panem et circenses" che tra qualche tempo (non molto), ad Amministrazione tramontata, sarà l'unica eredità concreta che questa esperienza di governo cittadino avrà lasciato dietro di sé.

Bisogna essere però intellettualmente sinceri. E' il quadro generale, politicamente e socialmente parlando, ad essere deprimente.

C'è ad esempio da chiedersi cos'abbiano da esultare quelli del Movimento democratico progressista che, animati dai due massimi esponenti della precedente Amministrazione comunale - quella "odiatissima" -, ovvero il sindaco Pasquale Boccia e il suo vice Maurizio Querini, incensano gli organizzatori e gli esecutori della bella manifestazione del "Corpus domini".

Gli ex amministratori, evidentemente ormai ubriachi di una batosta elettorale insuperabile in un lutto lunghissimo, iniziano a confondere i piani tra attacchi a testa bassa e plausi: cercando, evidentemente, di barcamenarsi tra la necessità di tenere comunque "amica" una città che con tanto entusiasmo ha partecipato ancora una volta ai "circenses" voluti da Crestini I.

C'è da chiedersi: perché a Boccia e Querini queste fulminanti idee non sono venute mentre amministravano e mentre, da anni, i cittadini - che poi infatti hanno votato altri - evidenziavano il distacco mortale tra la maggioranza e la città?

C'è da chiedersi poi: quale folgorazione ha colto quei commercianti oggi addirittura pronti ad autotassarsi e a scendere in strada cacciaviti e nastro adesivo in mano per organizzare gli eventi? Dov'erano fino a ieri quando lo sport era invece quello di lamentarsi che "piove governo ladro"? Quale illuminazione li ha accesi?

Non pervenuto il Partito democratico, non pervenuta Marika Sciamplicotti che pure la sua intuizione di creare quel Laboratorio del Centro storico l'aveva avuta e che invece l'altro giorno ha assistitito al bel saggio di molti dei suoi ex adepti intenti nel mandare in scena il "Corpus domini".

Che fine aveva fatto nell'ultimo ventennio questa gloriosa manifestazione che la città sembrava aver dimenticato?

Nel corpo di Cristo c'è davvero tutto il dramma politico-amministrativo di una città che non sa più dare alcuna risposta - da anni - ai propri cittadini.

Una città, e non spetta certo a noi ricordarlo, che rischia di restare senza acqua, che ha un tessuto sociale stravolto, un'economia cittadina sempre più mortificata. Una città che non riesce a trovare unità di intenti manco sulle antenne, che non sa dare alcuna risposta a chi abusivamente nel corso degli ultimi venti anni si è costruito la propria casa ed ora la vuole salvare dalle ruspe.

Una città da "day after" in un giorno dopo che ancora non si vede. Una città dove pure il piano politico è drammaticamente confuso tra quelli che governano quasi per caso (ma col pieno mandato del popolo), quelli che hanno governato per 20 anni ed ora confondono i livelli di opposizione, quelli che cercano di rifarsi una nuova verginità politica, quelli che cambiano casacche e bandiere come cambiano la biancheria intima e quelli che invece stanno fermi non sapendo che pesci prendere.

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