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Emergenza acqua ai Castelli romani: la politica del cemento, la resa dei conti e l'assordante silenzio degli amministratori - MAPPA

03-06-2017

FRASCATI (attualità) - Dopo l'incontro urgente convocato da Acea Ato2, Rocca di Papa a parte, quasi nessuno è intervenuto per raccontare ai cittadini quanto accadrà nei prossimi mesi. Un territorio che non ce la fa a dare da bere ai suoi residenti ma nessuno parla

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13 Comuni in zona "rossa", altri 6 in zona "gialla". I primi destinati praticamente con certezza - secondo quanto comunicato da Acea - alle turnazioni, ovvero al razionamento dell'acqua: i secondi comunque a rischio.

Nessun Comune dei Castelli romani è in zona bianca. Nessun Comune dei Castelli romani è al riparo da possibili disagi idrici nella prossima, ormai iniziata, stagione estiva (VEDI LA MAPPA).

E' un quadro "apocalittico" quello che il gestore dell'acqua ha prospettato ai sindaci della provincia di Roma e, in particolare, a quelli dei Castelli romani: meno acqua piovuta dal cielo, meno scorte, temperature ormai in stabile rialzo rispetto alle medie consolidate. In queste condizioni razionare il bene più prezioso appare inevitabile.

Peccato solo che nessuno abbia alzato la voce: nessuno abbia preteso da Acea quell'ammodernamento della rete idrica che oggi, in alcuni Comuni in particolare, porta a perdite addirittura superiori al 50% di quanto scorre nelle tubazioni (a Grottaferrata, ad esempio). Reti vecchie, più e più volte rattoppate: reti sovraccariche perché costrette a servire un numero sempre crescente di abitazioni.

Siamo dunque alla resa dei conti idrica: più volte annunciata, più volte minacciata ed oggi palese in tutta la sua drammaticità.

L'abnorme sviluppo urbanistico del territorio, lo sviluppo - ancora non completato - di una politica del cemento che per decenni ha visto sorgere in tutti i Castelli romani, decine di migliaia di nuove abitazioni. Un aumento in termini di popolazione che in alcuni casi ha portato al raddoppio dei residenti nel giro di pochi anni (e torniamo al caso di Grottaferrata, ma anche Rocca di Papa non scherza), ad un consumo del territorio sregolato e ad una situazione che oggi è allarmante.

Gli amministratori castellani nei giorni scorsi hanno la relazione di Acea intitolata "Criticità dell'approvvigionamento idropotabile nei Comuni dell'Ato2" e, tranne rarissimi casi, hanno fatto - come si suol dire - "pippa".

Tanto che se non fosse stato il Comune di Rocca di Papa, nelle ore successive all'incontro del 23 maggio scorso presso il centro congressi Acea "La Fornace", a comunicare dell'avvenuta riunione, non se ne sarebbe saputo NULLA (LEGGI l'articolo). Rocca di Papa è stato inoltre l'unico Comune a presentarsi pronto all'incontro, essendo - unico - in grado di mettere sul tavolo di Acea la situazione puntuale delle proprie criticità.

Gli altri amministratori dei Castelli romani dormono. Nella migliore delle ipotesi.

Tanto che nei giorni successivi gli unici che, a mezza bocca, hanno fatto riferimento al drammatico incontro sono stati i sindaci di Rocca Priora, Zagarolo e Albano Laziale. Di recente Milvia Monachesi, sindaco di Castel Gandolfo, ha scritto su... Facebook. 2 righe per annunciare la richiesta di un incontro con Acea. Un altro.

Quello che allarma ancor di più dell'emergenza idrica in se stessa è l'assordante silenzio degli amministratori: dei sindaci, degli assessori, degli ex sindaci. Non parlano neanche quelli sempre pronti a riempirsi la bocca, ad attaccare, accusare, farsi forti. Nulla.

Ci troviamo di fronte alla più grave delle emergenze che riguarda l'intero territorio dei Castelli romani e nessuno parla: tutti zitti. Figurarsi poi di trovare nei programmi elettorali dei circa 30 candidati sindaco di Frascati, Grottaferrata, Nemi, Castel Gandolfo, Monte Compatri, Lanuvio, Lariano qualche riferimento esplicito all'acqua, ai rapporti con Acea e, soprattutto, ad azioni forti di intervento sul fronte dell'apprpvvigionamento idrico. Nulla, quantomeno nulla di serio.

Questo tocca in sorte ai 300mila residenti, numero in più, numero in meno, dei Castelli romani.

Ma, ci raccomandiamo, acqua in bocca.



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