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Genzano si è fermata per l'addio al maresciallo Ferdinando Ruggiero - FOTO

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GENZANO (cronaca) - Questo pomeriggio le esequie del comandante della Stazione carabinieri di Genzano: in piazza più di 3mila persone, una città stretta nel dolore della famiglia, degli amici e dei colleghi

ilmamilio.it

Una città immobile, paralizzata, congelata nel dolore per una scomparsa prematura, improvvisa, durissima da accettare. Per l'ultimo saluto all'amato comandante della stazione dei carabinieri maresciallo Ferdinando Ruggiero, morto per un improvviso malore nella notte tra sabato e domenica (LEGGI l'articolo) sono accorsi in più di tremila: un'intera comunità, quella genzanese, che si è stretta nel dolore della famiglia e dei colleghi del maresciallo.

Una folla commossa, partecipe e silenziosa che ha voluto tributare al suo maresciallo un ultimo straziante saluto.

La chiesa parrocchiale della Santissima Trinità, la chiesa principale della città non ce l'ha fatta a contenere l'enorme folla: ad accogliere il feretro del comandante Ruggiero il picchetto d'onore di 20 militari, provenienti delle stazioni di Genzano, Ariccia, Velletri, Lariano, Nemi, Lanuvio, che hanno salutato e reso gli onori militari all'arrivo della salma. Una città paralizzata: la via Appia Nuova è stata chiusa sin dalle 15,30 e per oltre 3 ore: piazza Frasconi, cuore pulsante di Genzano si è trasformata in un tappeto di affetto.

A celebrare le esequie è stato monsignor Marcello Semeraro, vescovo della Diocesi di Albano, presenti anche tutti i parroci dell'area: immancabili, per l'addio ad un collega ma prim'ancora ad un amico, tutti i comandanti delle stazioni e delle compagnie dei carabinieri del Gruppo Frascati. Presenti anche il tenente colonnello Stefano Cotugno, comandante del Gruppo, il generale Ilio Ciceri, comandante Interregionale dei carabinieri e il colonello Gino Borgi del Comando Legione. Con loro anche il procuratore capo Francesco Prete, insieme a numerosi sostituti procuratori del Tribunale di Velletri, che hanno portato alla famiglia la solidarietà da parte della Procura della Repubblica.

Presenti anche gli studenti della scuola Media Garibaldi, frequentata dai figli del maresciallo, l'istituto nel quale il comandante aveva peraltro svolto numerosi incontri per parlare di legalità

Immancabili la protezione civile, le associazioni carabinieri in congedo, numerose altre associazioni culturali e sportive, la Pro Loco, i vigili del fuoco di Nemi e tanti, tantissimi, decine di centinaia di  cittadini. I negozi di Genzano sono rimasti chiusi per tutto il pomeriggio fino al termine del lungo corteo funebre che ha accompagnato il feretro al cimitero cittadino, stringendosi intorno alla moglie Cristina, ai figli Ciro e Francesco, alla mamma e a tutti gli altri familiari giunti da Napoli.

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