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Grottaferrata, comunali: lo scacchiere si muove (i candidati pure) in un elettorato ancora distratto

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GROTTAFERRATA – Si teme un'affluenza sotto al 70%. Determinante sarà la capacità di coinvolgimento dei singoli candidati

I sette candidati sindaco sono tutti sul piatto. E le manovre sono iniziate. Partiamo dalle certezze. Luciano Andreotti, ultimo arrivato in ordine cronologico nell'ufficialità ma non ultimo quanto a preparazione della candidatura, avrà a disposizione almeno tre liste civiche. Una sarà “Prima Grottaferrata”, che da tempo ha messo a disposizione le sue risorse su questo progetto che sta trovando diverse adesioni nella società civile e tra gli scontenti del centrosinistra e del centrodestra. Appare ormai scontato, ad esempio, il sostegno dell'ex presidente del consiglio comunale Marco Bosso. Anche l'es assessore Francesca Maria Passini è data per ''quasi certa''. Con Andreotti dovrebbe confluire anche l'associazione ''I moderati''. Un cantiere in via di perfezionamento e da tenere d'occhio, poiché considerato ''in crescita''.

Il Movimento 5 Stelle (Maurizio Scardecchia) va per la sua strada. Ha aperto i canali della partecipazione al programma attraverso i suoi banchetti, ma sopratutto punterà sulla protesta verso la classe politica locale per sfondare dentro una città complicata per la sua identità ma al tempo stesso potenzialmente vogliosa di fare “tabula rasa”.

Stefano Bertuzzi sta lavorando per tenere unito sopratutto il suo partito, il PD, in cui qualcuno potrebbe pensare di portare allo stesso Andreotti o alla Consoli il suo contributo di voti. Bertuzzi, secondo le indiscrezioni, potrebbe contare anche sull'avvicinamento della neocostituita 'Alternativa Popolare' e su un paio di liste civiche, dentro alle quali potrebbero affacciarsi (i ''rumors'' in questo senso sono molto attivi in queste ore) alcuni candidati dell'area civica che sostenne Fontana nel 2014.

Moira Masi, invece, il quadro lo ha già delineato da tempo. Con lei Fratelli d'Italia, Noi con Salvini e la lista civica “Uniti per Grottaferrata”. Gianluca Paolucci, che cammina con la sua proposta da novembre, potrà invece contare su 'Gente Libera' e 'Grottaferrata Una Alleanza Cittadina'. Con lui l'ex assessore Enrico Ambrogioni e l'ex consigliera Silvia Amantini.

Chiaro anche il percorso di Rita Consoli. Con lei ''La Città al Governo'', formazione che da tre anni rappresenta una reale alternativa del centrosinistra locale grazie ad un programma frutto di una duratura concertazione con la cittadinanza. Quanto a LCG, si sussurra di un avvicinamento - dopo il tentativo di aprire un fronte per la candidatura su Danilo Intreccialagli per il centrosinistra- dell'ex sindaco Angelo Viticchiè. Se ne saprà di più prossimamente.

''Casa Pound'' (Paolo Campanile), movimento fortemente identitario, vuole essere infine la sorpresa di queste comunali, cavalcando la protesta e le preoccupazioni per il possibile arrivo di oltre settanta migranti in città e avanzando proposte sociali a favore di cittadini italiani e più in difficoltà.

Su tutti pesa una grande incognita: quella dell'affluenza. A Grottaferrata l'entusiasmo per queste amministrative è minore di quello per il 2014, quando il dato di coloro che si recarono alle urne nel primo turno fu di poco superiore ad un dignitoso 70%, salvo poi crollare nel ballottaggio. Quest'anno, secondo la maggior parte dei coinvolti in questa partita elettorale, il dato potrebbe essere ancora più basso. Un cifra da scongiurare, perché l'indice di poco interesse per i processi di coinvolgimento della democrazia sono anche l'anticamera di una società fondata dai pochi che decidono per tutti.

L'augurio è che i “magnifici sette” in corsa sappiano invece creare quel clima civile giusto per entusiasmare la popolazione locale e renderla protagonista della scelte.

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