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Ariccia, l'attacco di Di Felice: "C'è chi vuole la mia fine: ma solo per rancori personali. Ma è solo una donnetta"

09-12-2016

ARICCIA (attualità) - Con un durissimo post su Facebook il sindaco se la prende con una donna che avrebbe pronunciato in pubblico parole di disprezzo. "E' solo una donnetta"

ilmamilio.it

Un duro sfogo sul proprio profilo Facebook personale. Il sindaco di Ariccia Roberto Di Felice se la prende con una non meglia identificato cittadina (che una volta aveva i capelli rossi...) colpevoli a detta del primo cittadino di augurasi la sua fine.

"Oggi, nel santuario intitolato alla Madonna di Galloro e gremitissimo di fedeli, ho tenuto, dinanzi al vescovo e ai sacerdoti di Ariccia, un discorso lontanissimo dalla politica di piccolo cabotaggio, praticata per anni da altri, ma teso al rafforzamento dei valori morali e religiosi supremi che dovrebbero reggere una comunità, con il fine di eliminare divisioni veicolate nel passato da politici finti cattolici e per tentare di tenere unità la comunità ariccina", scrive Di Felice.

"Un discorso lodato da moltissime decine di presenti sia stamattina che oggi pomeriggio. Questa sera mi è stato riferito da alcuni fedeli che aspettavano il mio arrivo al corteo diretto nell'abitazione di chi, per un anno, ospiterà la statuina della Madonna che una donna, famosa per la sua aridità di animo e i capelli una volta rossi, avrebbe pronunciato, con chiaro riferimento alla mia persona, le seguenti parole: "Sarebbe da 'mmazzà chi l'ha votato". È stata prontamente radarguita dai presenti che l'avevano ascoltata pronunciare tali parole".

"Ora - continua il sindaco -, a parte il gigantesco contrasto tra quelle parole e la presenza in una manifestazione religiosa che dovrebbe rendere umanamente migliore chi vi partecipa e ferma la mia commiserazione per una persona miserabile e miseranda, mi viene il sospetto che questo malanimo trovi la propria radice nel fatto che, subito dopo il mio insediamento a sindaco, ho allontanato da un posto comunale dove forte era il sospetto che avvenissero azioni tese - uso un'espressione eufemistica - a vantaggi personali per nulla nobili persone vicine a questa misera donnetta. Che dire di questa donnetta? Che dimostri riscattando la sua povertà morale, negli anni che gli restano da vivere, un milionesimo della mia nobiltà d'animo. Sarebbe per la sua anima un grande successo".



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