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''Centinaia di scuole a rischio sismico nel Lazio''. Ma è la solita storia che si ripete...

29-08-2016

Un tema che esce ogni qual volta avviene un disastro. Ma forse sarebbe meglio prevenire direttamente senza attendere la notizia che ispira il dibattito

Ogni qual volta arriva un terremoto che devasta un angolo di Italia con la sua conseguente scia di morte, lutti, disperazione, case distrutte, emerge lampante il caso della scarsa staticità dei nostri edifici pubblici. Secondo alcune analisi di questi giorni è incalcolabile il numero di municipi, ospedali o scuole a rischio crollo in caso di sisma. Solo nel Lazio le scuole precarie sarebbero 2000. Una cifra enorme. Poi il terremoto passa, lo sciame se ne va, l'ondata emotiva si arresta e la notizia torna in secondo piano. Ma intanto le scuole restano lì, con i nostri figli, le nostre maestre, i lavoratori.

Nel Lazio una scuola su due è antecedente al 1975. Una su cinque ha superato il mezzo secolo. Ve ne sono alcune che hanno un secolo. E le norme antisismiche? Mistero. Pochi i casi in cui l'impegno è stato profondo e sicuro. Almeno sulla carta. Perché secondo i progetti anche la ''Capranica'' di Amatrice era in piena regola. Poi è venuta giù completamente, come fosse di carta, con una scossa che i sismologi reputano di ''media intensità'' nel loro gergo.

Molto dipende anche dalle amministrazioni comunali. Le ricognizioni sui siti sono infatti scarse. Ad esempio, almeno seguendo la traccia dei comunicati stampa all'interno dei Castelli romani, tutti i sindaci si sono prodigati in dichiarazioni per gli appelli alla solidarietà. Atteggiamento legittimo e giusto, per carità, ma l'unica città che ha messo pubblicamente in atto una immediata verifica dei siti pubblici e di altre abitazioni è stata Zagarolo, che ha mosso i suoi Uffici all'opera per un controllo che si dirà quasi di riflesso, ma sicuramente virtuoso. Dal resto del territorio il mutismo più assoluto. Speriamo che si siano mossi ugualmente. Tuttavia pensare che le scuole dei Castelli romani non siano esattamente un bunker a protezione dei nostri studenti viene naturale. Purtroppo in questa nazione il punto di riferimento non è quasi mai la qualità, ma San Giuliano di Puglia, Aquila, l'Emilia-Romagna, ove case di studenti ed edifici adibiti all'istruzione sono collassati in trenta secondi, oppure la ''Capranica'', cioè una scuola ristrutturata solo nel 2012 e su cui è partita un'inchiesta che sta accertando tutte le dinamiche, i materiali, le tecniche di lavoro e lo stesso appalto.

Forse un esame di coscienza, anche nella zona delle colline a sud di Roma, sarebbe opportuno. Ed anche, perché no, un bel tavolo di discussione tra enti locali per uscire insieme e in sicurezza da un quesito che tanti genitori si pongono. E non solo loro. Ora che gli occhi sono rivolti all'apertura di un nuovo anno scolastico.



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